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18 aprile, 2019

Ehi tu INPS, sì, dico a te, che cazzo ti guardi?

REDDITO DI CITTADINANZA SPIEGATO A CHI HA VISSUTO SULLA LUNA NEGLI ULTIMI MESI:

Se sei disoccupato e c'hai le pezze al culo, lo Stato cerca di trovarti un lavoro e nel frattempo ti passa un po' di soldi per aiutarti a campare.

E vissero tutti felici e contenti.

Tralasciando tutte le discussioni politiche che potrebbero sorgere e considerando il fatto che a me non frega veramente un cazzo di spiegarvi perché il reddito di cittadinanza sia più un male che un bene per l'Italia in questo momento; appurato che del vostro schieramento politico non potrebbe fregarmi di meno e che la mia opinione su Movimento 5 Stelle e Lega per quanto pessima non sia comunque soggetto di discussione in questa sede, possiamo tranquillamente passare alla parte più divertente di questa storia:

Il social media manager dell'INPS.

Esatto, avete capito bene.

Il quale, suo malgrado, è già diventato un fenomeno del web. Che spasso, ragazzi.
Fatevi un giro sulla pagina Facebook INPS per la Famiglia, vi prego.
C'è da pisciarsi sotto dal ridere.

Dopo molta fatica ho raccolto alcune delle migliori perle in cui mi sono imbattuto.
Faccio prima a farvelo vedere che a spiegarvelo. Partiamo!



Severo ma giusto.
In questo caso il social media manager della pagina dell'INPS prende una decisa presa di posizione e ammonisce l'utente indisciplinato che ha tentato di usare la pagina Facebook per esprimere il proprio malcontento verso l'attuale situazione politica.

Da ammirare il sapiente uso dei tre punti interrogativi seguiti da altrettanti punti esclamativi, usati per esprimere profondo stupore e sconcerto.


Ecco profilarsi un utente cattivo che con ben poco tatto pubblica impunemente un servizio delle Iene in cui alcuni dipendenti dell'INPS vengono messi in cattiva luce.
Quale sarà la reazione del social media manager?

Riuscirà a placare gli animi e a mantenere la conversazione su un piano civile?


"Magari possiamo confrontare i nostri curricula" è appena diventato il nuovo "Tira fuori il cazzo e vediamo chi ce l'ha più lungo".

P.S.: Questo tizio si definisce un esperto di social media ma a quanto pare non conosce la prima regola di Internet, DON'T FEED THE TROLL.



Se c'è UNA colpa che si può addossare al povero social media manager è che il senso dell'umorismo non figura tra le sue migliori qualità. E anche il fatto di essere permaloso come una tredicenne mestruata.



Ok, le parolacce non sono consentite.
Sembra di sentire la maestra dell'asilo che fa la predica.
Fa già ridere così, ma vi prego, VI PREGO, ditemi che avete letto con attenzione la risposta del tizio.

IGNORANTE / A

Non avevo idea che esistesse il femminile di "ignorante" ma adesso che lo so non vedo l'ora di tornare a casa stasera per insultare così la mia ragazza.


E che cazzo, un po' di precisione, perdio! 



Due più due fa quattro, a proposito.


Okay a questo punto molti di voi si staranno chiedendo se tutta questa storia non sia altro che una gran bella presa per il culo. Non siete soli, vi capisco.


Sono andato a guardarmi il profilo Facebook di questo genio, sicuro che fosse un fake. Andiamo, nessuno può essere così scemo!

E invece il buon Antonio esiste realmente, è di Napoli, gli piace correre in moto, a giudicare dalle foto profilo non deve aver un buon rapporto con i dentisti, ed è sposato con una tizia che peserà centocinquanta chili.
E di colpo tutto ha acquistato un senso e mi sono messo il cuore in pace.



Bah, niente di che, direte voi. E lo stavo pensando pure io.

A questo punto stavo per proseguire con i commenti degli utenti successivi, sicuro che non ci fosse nient'altro di interessante da vedere, ma una vocina dentro di me ha sussurrato "Continua! Continua!", ed è così che ho scoperto quello che mi pregio di poter definire il flame più bello del 2019.

Ho tagliato qualche stralcio di conversazione per snellire il tutto, ma la sostanza c'è tutta. Prego:


ANCHE ALL'INPS STA SUL CAZZO QUELLI CHE SCRIVONO IN CAPS LOCK.


Non so neanche da dove iniziare a commentare.
"Posso risponderle come voglio" mi ha piegato in due sulla sedia.
"Scrivere in maiuscolo equivale a urlare, questa è una regola base". Cazzo, allora sono anni che quando mia nonna mi manda i messaggini sta sempre incazzata nera.



Il povero Andrea, rassegnato di fronte a tanta arroganza, si consola dialogando in latino con un altro utente. Ovviamente il social media manager dell'INPS (non è venuta anche a voi la voglia fortissima di conoscerlo di persona?) non ci sta e accusa entrambi di essere "colti e bravi".
Ho assistito a litigi meno infantili quando ero alle elementari.


Da oggi in poi accanto al GRAMMAR NAZI propongo di istituire un'altra figura professionale dell'Internet, potremmo chiamarla "Il Bibliotecario Nazi", il suo ruolo sarà quello di ammonire la gente che scrive in maiuscolo a FARE SILENZIO CAZZO.




"Copia bene da wikipedia", gli ha risposto. Per davvero, eh.



"Vuoi anche un pugno sul naso?"


Nell'offerta di lavoro per questo posto c'era scritto "Cerchiamo un social media manager per la pagina dell'INPS, il candidato deve essere in grado di:
- Saper commentare i post su Facebook
- Coltivare un sottile disprezzo per l'umanità



E HA STUDIATO PRESSO "SCOPATORE", GIUSTO?

Mi è esploso il rilevatore di sarcasmo, e dire che l'avevo comprato nuovo il mese scorso.


Incommentabile.




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