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25 giugno, 2015

Into the Wild con l'MDMA (rapporto sulla serata in discoteca num.627)

Non abbiamo acqua dove buttare l'MD quindi useremo la birra.


Svuoto il pacchetto nel liquido color piscio-del-lunedì-mattina e agito il boccale in senso orario perché si mescoli. Dopo bevo, e mi pizzica la lingua. Sì, ne ho messa tanta. Sembra anche buona, nel senso che sembra molto forte.

La bontà della droga si misura in base a quanto schifo farai nel giro di un paio d'ore.

Gli altri si passano la birra all'MD e trincano con gli occhi che brillano e pregustano bagordi.

Il tempo di finire la canna che sta girando da dieci minuti (la solita canna che non serviva e che nessuno ce la fa a finire ma che porco mondo qualche furbo ha pensato bene che dovesse essere girata lo stesso) e all'improvviso sento l'irresistibile impulso di mollare tutto e andarmene in giro da solo e senza meta.

Ci hanno fatto un film su questa roba, si chiama Into the Wild. A me succede in discoteca, vai a capire perché.

Borbotto qualcosa sul fatto che vado a prendere da bere prima che la mascella vada affanculo dando così motivo al barista di guardarmi con disprezzo e le risposte dei miei commilitoni vanno da un confuso "eh?" a un più abusato "salutami tua madre".

Voglio davvero bene a quei rotti in culo dei miei amici. Perlomeno al venerdì sera.

Mi allontano e mi dirigo al bancone. Urto gente e guardo fighe.

Arrivo al bancone. Ere geologiche dopo il barista arriva e mi serve una birra. La bevo e mi torna in bocca il gusto dell'MD.

Mi allontano col bicchiere e la gente si sposta magicamente davanti a me come il mare con Mosè. Sfruttando la paura insita nell'animo delle persone di venire bagnate con un alcolico in discoteca mi faccio rapidamente spazio e in poco tempo raggiungo la zona fumatori.

E' un quadrato di cemento battuto coperto da una tenda di plastica grigia imbevuta di fumo. Su tre lati delle siepi che puzzano di merda impediscono che qualche furbetto se la svigni dal locale senza pagare.

E' buio e sembrano tutte fighe. Mi metto a fumare e mi guardo intorno con una sensazione di allegria che mi cresce dentro. Bevo e fumo, fumo e bevo. Ho ancora una gola? O è rimasto solo un ammasso rosso e carnoso che pulsa e brucia? Che cazzo me ne frega.

Si avvicina uno e mi chiede l'accendino. Poi mi squadra, decide che sono a posto e mi chiede se voglio ketamina, fumo, MD. Gli rispondo che è arrivato troppo tardi, allora ridiamo felici a questa battuta da tossici. L'amore per la droga ci ha resi fratelli.

Le mie gambe stanno iniziando a vibrare a ritmo di musica, segno che non sono più lucido.

Sto per diventare l'altro me stesso, quello che l'ultima cosa a cui pensa è scrivere su un blog. Tra un po' prenderò questo fardello chiamato coscienza, lo chiuderò in una scatola nascosta in fondo alla mia mente e lascerò il campo libero all'istinto, a Dioniso, al Carnevale, alla serie televisiva Skins se la serie televisiva Skins fosse uno stato dell'essere.

Tra poco un composto chimico sintetizzato per la prima volta 103 anni fa in un laboratorio tedesco farà in modo che io riesca a vivermi qualche ora libero da pensieri e preoccupazioni. E tu che spendi centinaia di euro per il corso di yoga, ah ah ah.

Butto la cicca, saluto il tipo che voleva vendermi l'MD (ma ci stavo parlando? che mi ha detto? che gli ho detto? non importa, lo vedrò tra qualche mese in un bar e ci scambieremo pacche sulle spalle senza sapere i nostri nomi) e vado in cerca dei miei amici.

Ne trovo uno al bancone del bar. Ne trovo SEMPRE uno al bancone del bar.

Mi dice che si è appena fatto cinque shot di vodka alla pesca. Io rido, estasiato da tanta imprudenza. Non avrebbe alcun senso chiedergli il perché.

Mi dice che gli altri sono fuori a parlare con delle ragazze e che adesso lui torna là. Vado con lui. Torniamo là, ed è rimasto solo uno dei nostri amici a spadroneggiare impavido su ben tre fanciulle.
Ci vede arrivare e dalla sua espressione capisco che sta pensando "Arrivano i rinforzi" e allo stesso tempo "Merda, dovrò impegnarmi di più".

Ignoriamo le ragazze (1. Diamo loro il tempo di guardarci e valutarci 2. Ignorandole stuzzichiamo la loro curiosità 3. Chi cazzo se ne frega di qualsiasi cosa hanno da dire) e chiediamo al nostro amico dove sono gli altri. Lui non lo sa. Forse nemmeno loro sanno dove sono.

Ci presentiamo alle ragazze e quando dico il mio nome capisco che la mascella sta andando affanculo. Inoltre sto decisamente digrignando i denti. Una di loro mi guarda affascinata, le altre due un po' meno.

Chiacchieriamo un po', poi mi annoio e vado a prendere da bere. Mentre mi dirigo verso il bancone la musica che viene dalla pista da ballo mi chiama come le sirene con Ulisse.

Dei tizi che conosco mi passano accanto, uno di loro sbraita qualcosa che non capisco e mi ficca in bocca una canna, faccio due tiri e poi qualcuno di loro mi schiaffa in mano un bicchiere, bevo due sorsi e mi ritrovo a ridere in mezzo a un gruppo di persone che ballano l'affascinante danza dell'ubriaco. Mi viene in mente una frase, "Siamo una tribù che balla". La ripeteva sempre un deejay di cui non ricordo il nome. La urlo, è una bella frase. Uno la riconosce, la urla anche lui. Poi la urlano in dieci. Adesso la urlano tutti.


Poi so che la notte è stata lunga e piacevole, e al mattino ero contento e avevo mal di gola.



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