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08 maggio, 2015

NO EXPO? NO PARTY (questo post non contiene immagini di V per Vendetta)




Ho cercato di trattenermi fino all'ultimo per non aggiungere altra merda al pozzo saturo di stronzate delle opinioni personali sui No Expo, ma non ce l'ho fatta. Una voce dentro di me continuava a ripetere "il mondo deve sapere cosa cazzo pensi TU di questa faccenda!" e alla fine mi sono arreso, e sono qui.

I manifestanti che hanno deturpato il volto della città di Milano... ha ha ha, no dai, c'è ancora qualcuno che usa questa frase? Deturpare il volto di una città? Sembra un verso di D'Annunzio.
Dicevo: i manifestanti che hanno fatto bordello per le strade di Milano (copyright Tia Sangermano) sono evidentemente un gruppo di ragazzi senza un cazzo da fare che hanno una vaghissima idea del motivo per cui sono lì.
E se invece ce l'hanno ben chiara in testa, allora sono dei poveri illusi.


Mi spiego. I casi sono due: il primo prevede che sei lì a manifestare perché non volevi andare a lezione di semiotica o perché devi aspettare che ti scada il ban su LoL, e quindi hai pensato di percorrere le vie di Milano fumando canne con gli amici in ricordo dei bei tempi delle superiori in cui facevate gli scioperi contro la guerra illegale in Iraq.

E tu l'Iraq non sai neanche dove cazzo è.

In pratica sono quei manifestanti pacifici che adorano camminare per ore reggendo un lenzuolo scarabocchiato e seguendo alla lettera gli ordini di un tizio col megafono. La loro protesta non darà risultati e finirà tutto con un bel: saluti e baci, ci rivediamo alla prossima a Roma, sperando che non piova. 

Supporto la loro causa, soprattutto quella della bionda

Si tratta di un semplice passatempo.
Una gioiosa deviazione dalla quotidianità che ha portato in piazza un sacco di ragazzini disoccupati cresciuti a suon di Fedez e M5S che si sono trovati lì in mezzo non in virtù di profonde riflessioni sociologiche o animati da un viscerale fuoco di ribellione che arde nei loro cuori, bensì grazie al fatto che non avevano di meglio da fare.

Mattia Sangermano, citato qui sopra, ne è l'esempio lampante. E io non me la sento nemmeno di deriderlo 'sto povero coglione.

Mi immagino la scena: sono insieme ai miei amici, siamo tutti gasati come bestie dal puzzo di fumogeno e dal rumore di vetri infranti, davanti a me c'è un tizio col microfono che chiede la mia preziosissima opinione, e sono reduce da una decina di canne di prima mattina accompagnate a un paio di Peroni come colazione. Beh, probabilmente avrei detto anch'io le prime cazzate che mi fossero passate per la testa.

Diffidate da quelli che sfottono senza pietà il Sangermano: sono le classiche persone che quando devono spiegarti perché 50 sfumature di grigio fa cagare attaccano con critiche dettagliatissime che durano mezz'ora invece di dire semplicemente FA CAGARE.

Gente con una cultura che mischia Siddharta di Hesse con gli articoli sulle droghe di Vice.

Gente che non ha gli strumenti mentali per capire che un ventunenne di provincia imbottito di fumo e col cappuccio tirato su, messo davanti a un microfono, durante una manifestazione violenta, ha NON SOLO il diritto ma addirittura IL DOVERE di dire una sfilza di cazzate con una probabilità abnorme di trasformarsi in meme entro la fine della giornata per il piacere solitario di noi, illustre comunità del web, sempre a caccia del prossimo fenomeno da baraccone tra un porno e l'altro.

Citando V per Vendetta: "Lui è Tia Sangermano. Io sono Tia Sangermano. Tutti noi siamo Tia Sangermano".

Alcuni pensano che questa immagine sia ironica. Io no.
Tia Sangermano, Anarchico italiano.

E ora passiamo al secondo caso. Vede coinvolti i manifestanti che ci credono per davvero e hanno un motivo valido (o pensano di averlo) per star lì a imbrattare banche.
Sono quelli che mi interessano sul serio, sono le cavie da laboratorio che mi diverto a esaminare e sezionare: esaltati per vocazione, veri e propri professionisti nel turbare l'ordine pubblico.

Le loro avanzatissime tecniche di guerriglia non ci interessano: ce le ha già spiegate con dovizia di particolari il TG1, mostrandoci con orgoglio filmati di tizi con un lungo pennello in mano che ricoprono di vernice delle telecamere. Una scena agghiacciante, che sicuramente ha turbato i placidi sonni di mia madre. Questi tizi sono dei fottuti Black Block barra anarchici barra terroristi barra Godzilla.

I motivi che li spingono sono di dominio pubblico: le banche la mafia il governo ladro. Motivazioni assolutamente condivisibili e ineccepibili.

Ciò che mi diverte è che, come al solito, tutta questa violenza repressa esplode come sempre entro binari prestabiliti. I No Expo fanno bordello scortati dalla polizia che segue passo passo le loro mosse, pronta ad intervenire. Seguono percorsi lineari, causano danni prevedibili, le loro mosse sono roba già vista.

E si definiscono anarchici.

Questa gente non dovrebbe essere così prevedibile. Dovrebbero uscire dagli schemi e strappare ferocemente il tessuto della società. Deflagrare in modo violento sconvolgendo l'ordine delle cose.

Ordunque, manifestante No Expo ben conscio degli obiettivi di questa manifestazione, armato di bombolette e bandane nere, la testa piena di massime di Malatesta e il cuore che batte al ritmo dell'Ouverture 1812 di Tchaikovsky, io ti chiedo: perché questa tua pulsione irresistibile non la sfoghi attaccando i veri centri del potere?
Esiste un palazzo, a Roma, dove mi dicono che la gente che ci governa si riunisce per urlare e giocare con l'iPhone. Pensa a come sarebbe utile manifestare là davanti! Magari lanciare qualche fumogeno da quelle parti, e rompere qualche finestra con un sasso! Mettere sotto pressione questa gente che odi così visceralmente, costringendoli a dover affrontare la tua anarchica presenza ogni giorno in cui si recano a lavoro!

E' un'altra tranquilla giornata di sole,
nel posto dove te lo stanno mettendo in culo

Ci sono persino discoteche, in Sardegna, dove i potenti si ritrovano a bere champagne e toccare i culi delle spogliarelliste.
L'entrata per questi posti meravigliosi costa all'incirca come una ventina di bombolette spray.
Pensa che bello sarebbe entrarci assieme a un nutrito gruppo di tuoi amici, avvicinarsi ai tavoli di questi corrotti parassiti, estrarre dalla tasca tanti fogli di carta accuratamente arrotolati in precedenza con su scritto "Nome del tizio = MAFIA", sventolarli in alto e intonare a pieni polmoni una canzone sulla libertà dell'individuo! Il tutto mentre il tuo amico riprende la scena col cellulare, la condivide su Youtube e diventa virale in mezz'ora!

Non credi che l'oggetto della tua indignazione accuserebbe molto di più il colpo in un caso come questo? O pensi che al mafioso calabrese di turno gliene freghi un cazzo che hai rotto la vetrina di un bar a Milano?

I banchieri hanno case e auto da vandalizzare, se proprio ne senti il bisogno.
Perché rovinare il muro del posto dove lavorano? Così gli dai solo la possibilità di prendersi un giorno di ferie mentre dei poveri coglioni proletari come te buttano via una giornata per ridipingerlo.

Caro No Expo violento barra Black Block infiltrato barra No Tav disperato barra Uomo Nero, perché invece di fare il figo una volta all'anno coi tuoi amichetti bruciando auto a caso, non ti siedi ad un tavolo assieme ad altri e vi mettete a studiare nel dettaglio atti di protesta ben confezionati, efficaci, distribuiti nel tempo e che possano fruttarvi qualcosa?



Ah, capisco. Il tuo è un gesto puramente ideologico. La violenza che riversi addosso ai simboli del potere sta a rappresentare in modo ideale lo scontro tra la tua filosofia di vita e quella dei tuoi nemici.

Beh, non c'è che dire: è un concetto davvero suggestivo. Come un arcobaleno.
Peccato che, come un arcobaleno, sia assolutamente inutile.

I potenti che combatti non sono arrivati dove sono lanciando sassi un giorno all'anno durante una manifestazione organizzata. Non hanno combattuto simboli con altri simboli, non si sono fatti le seghe coi documentari dei Grandi Rivoluzionari della Storia.
Sorpresa: sono arrivati dove sono sporcandosi le mani in prima persona, giorno dopo giorno, con il loro obiettivo ben chiaro in testa.

Tu invece, per quanto mi dispiaccia ammetterlo, sei solo un cazzone.

Nonostante i tuoi confusi ideali anarchici godano di una certa simpatia da parte mia (ma io sono più radicale di te: il mio sogno sarebbe di ritornare allo stato selvaggio, come diceva Rousseau) non posso che decretare l'inutilità dei tuoi metodi, la futilità dei tuoi gesti, la banalità delle tue azioni.
Caro No Expo, la tua "ribellione" non è altro che un brufolo sul volto della città di Milano. Una deturpazione prevedibile e facilmente curabile: basta aspettare un po' di tempo e scomparirai da solo. Pronto a riemergere con tanta foga al prossimo evento importante a cui non sei stato invitato.




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