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11 febbraio, 2015

Better Call Saul - 1x01 e 1x02 - Il problema di venire dopo Walter White

Se state leggendo questa recensione significa che Breaking Bad ha gettato per terra le vostre ingenue opinioni sulle serie tv, gli ha sputato in un occhio e mentre ci calcava sopra il tacco della scarpa per spiaccicarle a dovere ha esclamato "Say my name, Sheldon Cooper di stocazzo".
E mi pare superfluo sottolineare che da quando è finito BB non avete trovato altra ragione per cui vivere se non aspettare con ansia l'arrivo di Better Call Saul, lo spin-off incentrato sulla figura mai troppo celebrata dello spassoso avvocato Saul Goodman.


Il degno erede di Troy McClure

In caso non abbiate idea di cosa stia parlando, vi consiglio di spostare ad un'altra serata la visione dell'ultimo film indipendente di quel regista franco-canadese che vi hanno consigliato e dare piuttosto un'occhiata alla prima puntata di Breaking Bad.
Dopodiché, quando avrete terminato di vedere tutti e sessantadue gli episodi che la compongono, potreste finire con calma di leggere questa recensione. Calcolando il tempo che vi serve per dormire e pisciare, direi che tornerete qui fra tre o quattro giorni.

Better Call Saul, come già detto, ci racconta la storia di Saul Goodman prima che diventasse Saul Goodman: la vicenda è ambientata anni prima di quella che conosciamo grazie all'epopea di Walter White, e vede Saul nei panni di un avvocato onesto, sfortunato e frustrato che risponde al nome di Jimmy McGill.

La molla che manda avanti la serie è piuttosto semplice da intuire: cosa ha spinto il buon Jimmy a diventare Saul, l'avvocato criminale che ben conosciamo? Quali avvenimenti della sua vita lo hanno trasformato nel difensore legale preferito dai peggiori farabutti in circolazione?

Le due puntate andate in onda qualche giorno fa in America si intitolano rispettivamente "One" e "Mijo". La prima puntata da sola ha battuto il record per il maggior numero di spettatori di sempre per una tv via cavo. La serie è già stata rinnovata per una seconda stagione.

Ma, in sostanza, com'è? L'erede di Breaking Bad ha retto all'hype o è franato sotto un mare di trepidanti aspettative?


Eddai, non tenerci in sospeso, rispondi

Risposta breve: Better Call Saul è una mezza delusione con qualche buon momento.

Risposta lunga: andiamo a vedere cosa c'è che funziona e cosa no.

Partiamo dalle note positive: le citazioni e i rimandi a Breaking Bad. Ci sono almeno tre personaggi che appartengono al mondo di Jesse Pinkman e soci e rivederli in azione scalda il cuore.
OBIEZIONE, VOSTRO ONORE: per chi non ha visto BB, l'impatto emotivo che si genera è fortemente smorzato. Mica tutti, all'epoca, possono aver trovato il tempo di guardare Walter White mentre swaggava col suo inquietante cappellino.

Altro punto a favore, questa volta senza obiezioni: Bob Odenkirk interpreta un Saul Goodman da urlo. Se in BB le sporadiche apparizioni del'avvocato con la parlantina più sciolta di Albuquerque erano momenti di puro sollazzo, figuratevi cosa possa voler dire vederlo in azione per cinquanta minuti di seguito.

Odenkirk si conferma un ottimo attore (pure nella serie Fargo fa la sua porca figura, per chi volesse farsi una cultura) che passa da un registro comico a uno più drammatico con naturalezza, e si dimostra abilissimo nel far sorridere lo spettatore recitando la parte dell'esuberante e magnetico buffone di turno, così come è altrettanto credibile nei panni dell'ometto insignificante che suscita pietà.

Senza spoilerare, si può dire che le scene in cui Saul dà libero sfogo alla sua capacità dialettica (sono solo una manciata, ma per ora è giusto così) risollevano da sole l'intera baracca: è un piacere vedere questo adorabile mascalzone in erba che sforna parole a raffica imbastendo dei monologhi -e dialoghi- originali e surreali.
E qui un plauso va ai creatori della serie Gilligan e Gould, che forniscono all'ottimo Odenkirk un materiale eccellente. Una conferma rassicurante, per chi già aveva seguito BB: poche serie tv possono vantare sceneggiature così ben curate e dettagliate come quelle sfornate da questi due autori.

E adesso i lati negativi.


Sì, ce ne sono. Stanno scritti qui.

Cercando di mettere da parte l'affetto per una serie che me ne ricorda un altra che ho letteralmente amato, e valutando Better Call Saul come opera a sé stante, bisogna ammettere che non è niente di esaltante.

Il personaggio di Saul è interessante e, quando lasciato libero di sproloquiare a ruota libera, diventa addirittura ipnotico: ma non arriva a quella vetta che altri protagonisti di altre serie tv riuscivano a raggiungere. Penso al Dottor House, a Tony Soprano, a Rust di True Detective, e al compianto Walter White. Saul è un ottimo personaggio secondario, ma solamente un "buon" protagonista.

Le due puntate, nel complesso, sono troppo lente.
Pongono molte domande in attesa di risposta, ma purtroppo non sono tutte così interessanti.
Hanno degli ottimi picchi che risollevano la visione, ma non abbastanza alti da risultare soddisfacenti.
Persino ora, terminata da poco la visione dei due episodi, fatico a trovare più di tre scene che mi siano rimaste davvero impresse: quelle tre scene sono eccellenti - SPOILER soprattutto la contrattazione con Tuco Salamanca sull'adeguato metodo di punizione dei due skater truffatori FINE SPOILER - ma non giustificano la piattezza di tutto il resto.

Ho cercato di non fare troppi paragoni con BB ma non ci sono riuscito. L'opinione più sensata che ho letto in giro, in mezzo al mare di pareri entusiasti assolutamente ingiustificati, è che Better Call Saul sia una versione minore di BB e che Saul Goodman, avvocato frustrato all'inizio del suo percorso criminale non sia altro che la brutta copia di Walter White, professore fallito con un futuro da re della droga.

Ecco, ad essere onesti, è proprio così. Ma se Walter White aveva dalla sua parte un cancro terminale ai polmoni e una spalla del calibro di Jesse Pinkman, Saul Goodman può contare solo sulla sua irresistibile abilità affabulatoria.

Per ora è già qualcosa, ma ci vorrà molto di più per tirare avanti la carretta. Vivere all'ombra di Breaking Bad non è cosa da mammolette.




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