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16 gennaio, 2015

Domenica d'inverno, domenica all'inferno


Ah, ragazzi, che cavolo combinate? – sono quasi le dieci e state ancora perdendo tempo per la strada quando dovreste crescere.
Jack Kerouac
***

Io e Orso stiamo mangiucchiando patatine che sanno di polvere, con i bicchieri di spritz Campari vuoti davanti, aspettando una cameriera che ci consenta di ordinare un altro po' di veleno.

Ecco, sta arrivando la Manu. Bionda, bassa e con le tette che puntano il cielo. Ha il naso troppo grosso, ma due occhi verdi che incendiano l'aria. Io amo le cameriere, tutte quante. Viene verso di noi, con la faccia scazzata di chi alla domenica pomeriggio avrebbe di meglio da fare che servire da bere ai residui del sabato sera.
E' sempre più vicina, la Manu. All'idea di ordinare da bere mi sento come il cane di Pavlov. Ho un problema.

Arriva Ronny da dietro e la sorpassa col suo stile collaudato, mandandola a sbattere contro un tavolino. Lei emette un buffo verso indignato e per tutta risposta riceve un <<Scusami cara sono di fretta ... hai il culo troppo grosso>>
La Manu comunica a Ronny che è il solito stronzo e si dirige verso un altro tavolo, a prendere ordinazioni che non sono le nostre. Ronny invece rimane.

<<Guarda che facce di merda che avete>> esordisce con un sorriso. Ha tirato di coca, si nota dalle pupille radioattive.
<<Fai pippare anche me e vedi se cambio faccia>> replica Orso, e guarda la Manu ormai lontana con l'espressione di Di Caprio mentre affonda nel gelido abbraccio dell'Oceano Atlantico.
<<Ciccio, mica me la regalano>> risponde Ronny. Poi si rivolge a me <<Me la presti la macchina?>>

HAHAHAHHA

Io e Orso ci asciughiamo le lacrime dagli occhi e volgiamo speranzosi gli occhi verso la Manu.
<<Eddai, devo fare una cosa veloce, mezz'ora e torno qua>>

HAHAHHAHAHHAHA

<<Bastardi, smettetela! Guarda che è una stronzata sai, passo un attimo dalla Morena a prendere la chiavetta USB con le foto della

HAHAHAHHAHAHHAHAHHA

<<Dai Ronny, basta>> gli dico, massaggiandomi la mascella indolenzita, <<Non te la presto neanche se mi paghi, e dico sul serio. Te la ricordi l'ultima volta, sì?>>
Ronny guarda altrove, fingendosi offeso. Orso non perde occasione per stuzzicarlo.

<<Com'era successo? Avevi toccato il marciapiede parcheggiando, giusto?>>
Nessuna risposta.
<<Avevi sbagliato un po' le misure, no?>>
Silenzio di tomba.
<<Ronny, allora? Com'era andata?>>
<<Ma che cazzo parli a fare tu che alla teoria ti han segato così tante volte che persino l'istruttore ti ha detto di comprarla a Napoli>>
<<Vero>> ribatte Orso, imperturbabile <<Ma poi alla pratica l'ho passata subito>>
Ronny non dice nulla e torna a fissare l'orizzonte. All'esame di pratica ha mezzo investito due vecchietti diretti al bar per una partita di briscola.

<<A che ti serve, comunque?>> chiedo.
<<Devo farmi dare la chiavetta USB della Morena>>
<<A che ti serve sul serio?>>
<<Devo portare la bamba al Fagiano>>
<<E perché non se la viene a prendere lui?>>
<<Perché è a casa con tre puttane conosciute in disco ieri sera e non si fida a lasciarle da sole a casa sua>>
<<Cioè il Fagiano si è portato a casa tre tipe ieri sera?>> chiede Orso, improvvisamente interessato.
<<Lo sai com'è quando vivi da solo e incontri ragazzine strafatte che mentono ai genitori. Basta poco per convincerle a passare la notte a smaltire i postumi sul tuo divano>>

<<E poi il Fagiano c'ha i soldi>> aggiungo io, pensoso. <<Gli avrà pagato da bere fino a che o si trascinavano da lui o rimanevano a vomitare a bordo strada>>
<<Comunque cazzo abbia fatto>> interviene Ronny, scocciato <<Se mi presti la macchina vado là, me la sbrigo in cinque minuti e poi quando torno ti offro da bere fino a lunedì mattina. Allora?>>
<<E io?>> salta su Orso, allarmato.
<<Anche a te, spugna>>
<<Ho un'idea migliore. Perché non andiamo tutti dal Fagiano?>>

Cala il silenzio. Tre menti diaboliche lavorano frenetiche, valutando opzioni.

<<Io ci sto>> esclama Orso. <<Se ci scappa da pippare è l'ideale, se non mi riprendo in qualche modo tra un po' finisco a dormire sotto al tavolo>>
<<Io dico che dobbiamo fare compagnia alle tre tipe. Che se ne fa il Fagiano di tre tipe? Avido bastardo>>

Ronny ci pensa su per qualche altro secondo. Guarda la Manu con aria meditabonda, mentre scorrazza indaffarata per i tavoli, raccogliendo bicchieri vuoti con aria depressa. Poi fa un gran sorriso da squalo e mi dà una pacca sulla schiena.
<<Però io monto davanti, questo stronzo qua lo lo lasciamo dietro. E adesso venite in bagno con me che prima di partire ci vuole un po' di carica>>

Dieci minuti dopo siamo in viaggio e io non sto guidando, sto trattenendo il volante della Punto che sfreccia a centotrenta e brontola soddisfatta. Siamo agitati come gatti in calore.

<<E cambia 'sta merda!>> sbotta Orso dal sedile dietro, sporgendosi in avanti e premendo tasti a caso sull'autoradio.
<<Stai fermo! Stai fermo! Stai fermo!>> urla Ronny dandogli delle gran botte sulla mano. Mi accorgo che ha gli occhi fuori dalle orbite e muove la testa a scatti come i velociraptor di Jurassic Park.
<<Ronny quante te ne sei fatte prima di arrivare?>>
<<Non so, cinque o sei righe da stamattina, perché?>>
<<A che ora ti sei alzato?>>
<<A mezzogiorno, cosa vorresti dire?>>
<<Diocristo, sono solo le tre>>

La strada fila via liscia. Mi lascio scorrere dentro tutta questa marea di energia positiva che sento dentro e mi concentro sulla guida. Ronny e Orso intanto si mostrano video idioti sul cellulare.

<<L'hai visto questo?>>
<<Fa' vedere.. Sì, dai, non è quello del cinese in ascensore? Me l'hai mandato ieri su Whatsapp>>
<<Fanculo. Aspetta, che lo trovo.. Guarda qua>>
<<Ma che è?>>
<<Aspetta un attimo porcodio!>>
Silenzio.
<<Non ci credo. Ma è ancora vivo?>>
<<Ma che ne so!>> gongola Ronny, felice. <<Hai visto che botta?>>
<<Ma non può essere vero, dai. Cazzo, guarda, si rialza! No, vabbeh, incredibile..>>
<<Aspetta aspetta, te ne faccio vedere un altro>>
<<No, tocca a me, cazzo!>> sbotta Orso con fare indignato. <<Vai su Youtube, scrivi "cavallo puttana", te lo trova subito>>
<<"Cavallo puttana?", ma che cazzo è, un altro dei tuoi video di merda con gli animali che scopano? Mi fai schifo, mi fai>>
<<Ma no, coglione! Dai, cerca>>

Siamo quasi arrivati dal Fagiano. Passo un incrocio, giro a destra per una laterale, poi alla seconda a sinistra. Eccola, siamo arrivati. Parcheggio davanti a un campetto da calcio malridotto che sembra uscito dritto dritto da Silent Hill e spengo la macchina.

<<Bon, andiamo>>
<<Aspe', passami quel CD là>>
<<Ancora?? Abbiamo appena pippato!>>
<<Se non la vuoi non rompere i coglioni>>
<<Ma no, dicevo per dire>>
BUM
BUM
BUM
<<Dai che si va>>

Scendiamo dall'auto e i due coglioni sbattono le portiere con tanta forza che la Punto si dondola dolcemente sulle ruote.
<<Fai piano diocane!>> urlo a Ronny.
<<Me lo dice anche tua madre>>
<<Vuoi che la apro e la chiudo di nuovo?>> ghigna Orso.
<<La prossima volta che salgo nella tua macchina giuro che ti piscio sui sedili>>

Ci dirigiamo verso il condominio, insultandoci e prendendoci a spintoni. Ronny corre avanti e suona il campanello. La voce del Fagiano esce dal citofono.
<<Chi è?>>
<<Tony Montana, tesoro. Mi apri?>>

C'è un ronzio, e la porta del palazzo si apre. Percorriamo il corridoio in penombra, saliamo due rampe di scale ed eccoci davanti all'interno 19. La porta è socchiusa. Ronny la spalanca ed entra nell'appartamento agitando nell'aria la bustina di coca.
<<CHI VUOLE UN PO' DI BAMBA?>> esclama a pieni polmoni, guardandosi attorno con aria trionfante.

Mi si ferma il cuore. Sento Orso irrigidirsi di fianco a me, l'ha visto anche lui. Poco distante sulla destra, seduto sul divano del salotto, c'è un vecchietto con un cappello di feltro calcato in testa e un bastone da passeggio poggiato sulle ginocchia. Fissa Ronny con la bocca spalancata e la faccia di chi non ci ha capito un cazzo.

<<Fagiano, che dio ti inculi, dove cazzo sei! Ho la bamba!>> prosegue Ronny beatamente inconsapevole e si infila nel corridoio. Sparisce in direzione della camera del Fagiano.

Io e Orso siamo ancora fermi sulla soglia e ci guardiamo, terrorizzati.

<<Venite dentro>> dice il vecchio. Non protestiamo. Entriamo senza dire una parola e Orso chiude la porta alle nostre spalle. Poi rimaniamo tutti e tre a fissarci con aria guardinga.
<<Guardi, forse abbiamo sbagliato appartamento. C'è un errore, adesso andiamo via subito>> balbetta Orso.
<<Non credo proprio>> risponde amabilmente il vecchio, e ci regala un sorriso sdentato. Che cazzo sta succedendo?

Torna Ronny, accompagnato dal Fagiano, che ci degna di un'occhiata veloce.
<<Ragazzi, che facce di merda che avete. Troppa festa ieri sera?>>
Nessuno di noi risponde. Fagiano nota che siamo impietriti di fronte al vecchio e di colpo si illumina in viso.
<<Ehi, vi presento mio nonno Egidio. Nonno, questi sono Faina e Orso>>
Il nonno Egidio. Finalmente il cuore inizia a battermi di nuovo nel petto.
<<Tuo nonno..>> mormora Orso, ma non lo sente nessuno tranne me.
<<Oh cazzo c'è tuo nonno!>> esclama Ronny, e afferra la mano del vecchio. Inizia a pomparla su e giù furiosamente. <<Cazzo non ti avevo neanche visto! Io sono Ronny, piacerediconoscerla!>>
Il vecchio sbuffa e sottrae la mano alla stretta di Ronny. Poi si gira verso il Fagiano con sguardo spazientito.
<<Allora, quanto devo aspettare ancora?>>
<<L'ha portata>> risponde il Fagiano, e gli mostra la busta di bamba di Ronny.

Mi sembra di essere finito in una brutta puntata di un brutto telefilm di quelli coi misteri da scoprire. Basta, mi sono rotto.

<<Fermi tutti>> dico, portandomi al centro della stanza. <<Questo è tuo nonno, sul serio?>> guardando il Fagiano. <<E la.. la cosa, là, quella roba là, cosa ci devi fare?>> continuo, indicando la coca.
<<Faina, sta' calmo, il nonno è a posto. Metà della bamba è per lui>> risponde Ronny, e sghignazzando mi passa a fianco e si dirige verso la cucina.
<<Non ti preoccupare, è tutto a posto>> conferma il Fagiano, poi segue Ronny. Io e Orso lanciamo un'ultima occhiata dubbiosa al vecchio che ora sta sfogliando una rivista e li seguiamo.

Il Fagiano ha tirato fuori una bustina di plastica trasparente da un cassetto e la sta esaminando in controluce. Intanto, sul tavolo, Ronny ha rovesciato la cocaina e sta cercando di dividerla in parti uguali a occhio nudo utilizzando una tessera sanitaria.
<<Allora, Faina, quella storia degli zombie, l'hai finita?>> mi chiede il Fagiano, mentre ripone la bustina con una smorfia e si mette alla ricerca di qualcos'altro.
<<Mah, sai, l'ho lasciata perdere, non sapevo come continuarla>>
<<Alla fine la ragazza si salva o si scopre che è stata morsa?>>
<<Ti ho detto che non l'ho finita>>
<<Io l'avrei fatta diventare uno zombie>> replica lui. Poi posa sul tavolo una piccola bustina bianca. Ronny la prende con una mano senza staccare gli occhi dal suo lavoro.

<<Ma tuo nonno..>> inizia Orso, impacciato, <<Sì, insomma, tuo nonno pippa? Ma da quanto lo fa? Voglio dire, a uno della sua età, non gli fa male?>>
Il Fagiano si mette a ridere. <<Bene non gli fa, ma se è per questo neanche a voi. Comunque ha iniziato l'anno scorso. Prima era sempre stanco, non si muoveva mai da casa. Adesso esce, al sabato sera va pure a ballare>>
<<Ma è un anziano..>> protesta Orso.
<<Appunto. Non è che c'ha molto da perdere>> taglia corto il Fagiano.
<<Lascia che si diverta>> si intromette Ronny.
Non hanno tutti i torti.

<<Si parlava di tre tipe>> dico a Fagiano. Lui apre il frigo e tira fuori una confezione di Peroni.
<<Sono uscite a comprare da bere. Le ho mandate al negozio in fondo alla strada, dovrebbero tornare tra poco>>



<<Come sono?>> chiedo, facendo saltare il tappo della birra con l'accendino, che piroetta nell'aria e rimbalza sul tavolo dove Ronny sta attentamente riempiendo la bustina per nonno Egidio.
<<Non male. Due bionde, una mora. La mora ha un culo che non hai idea. Fumano più canne di Orso, lo giuro>>
<<Questo è tutto da vedere>> ringhia Orso. <<Senti, mi fumo una sigaretta>>
<<Sì, ma apri la finestra>>

Ancora oggi vedo la scena, nei miei sogni. Io e il Fagiano siamo elementi accessori, impegnati a disquisire sulle tipe. Ronny è seduto, capo chino e mano ferma mentre fa scivolare la droga lungo il tavolo con la precisione di un chirurgo. Orso ha una sigaretta spenta in bocca, una mano nella tasca alla ricerca dell'accendino e l'altra che si avvicina alla maniglia della finestra.
La apre. La spalanca.
Una sferzata di vento gelido invade la piccola cucina. Tutti e quattro vediamo a rallentatore la polvere bianca che si alza turbinando nell'aria e viene soffiata un po' ovunque, come neve a dicembre.
La bestemmia di Ronny, lunga e addolorata.
Lo sguardo di Fagiano, quello di un pugile colpito allo stomaco.

Suona il campanello.
<<Faina, vai ad aprire per favore? E tu, diocane, dammi una mano a tirare su 'sto casino>> ordina il Fagiano a un Orso ancora a bocca aperta.
Io torno all'entrata ridendo sotto i baffi. Nonno Egidio è ancora immerso nella rivista. Alzo il citofono e chiedo chi è. Mi risponde una voce di ragazza, dice di chiamarsi Elisa.
<<Salite>> rispondo, e apro la porta. Resto ad aspettarle. Dalla cucina provengono bestemmie e insulti assortiti.

Un minuto dopo arrivano. Due bionde e una mora, tutte molto carine e con l'andatura di chi ha fumato molto. Dietro di loro, con aria severa, ci sono due poliziotti.

Torno in cucina di corsa. <<C'è la polizia>>
<<Ma smettila, paranoico del cazzo>> risponde Ronny. Sono tutti e tre inginocchiati sul pavimento, con le tessere sanitarie in mano che strisciano avanti e indietro, intenti a fare piccoli mucchietti di cocaina.
<<Sono arrivate le ragazze con due poliziotti>> dico con una voce che non sembra la mia. Orso alza lo sguardo, vede che non ho la faccia di uno che scherza e si blocca, impietrito.
Il Fagiano e Ronny si scambiano un'occhiata indecifrabile.
<<Faina, non è un bello scherzo>>
<<Sì, vaffanculo>>
<<E' vero, coglioni!>> sbraito io. <<Sono in corridoio!>>
<<Fuori da qua>> sibila il Fagiano, alzandosi in piedi di scatto. <<Fuori da qua, subito>>
Usciamo dalla cucina e il Fagiano chiude la porta. Per un istante rimaniamo a guardarci, preoccupati, senza sapere cosa fare.
<<State calmi. Non fate cazzate>> dice Ronny.
Bussano alla porta d'ingresso.

Fagiano va ad aprire, camminando piano come se fosse sott'acqua. Noi tre ci spostiamo in salotto senza dire una parola. Sono terrorizzato.
Nonno Egidio alza la testa dalla rivista e ci osserva con sufficienza mentre ci sediamo sul divano vicino a lui.
<<Allora? Quanto ci vuole ancora?>> gracchia lo stronzo.
<<C'è la polizia qui fuori>> sussurra Orso.
<<Cazzo>> mormora il vecchio.

Il Fagiano apre la porta. Entrano le tre ragazze, senza spiccicare parola, e si infilano nell'appartamento. I due poliziotti rimangono fuori, riesco a intravederli, di là dalla porta.

Poliziotto 1 (impassibile) : <<Buongiorno. Lei è Fabio Fagiani?>>
Fagiano (fingendosi sorpreso) : <<Sì, sono io. Cosa succede?>>
Poliziotto 1: <<Conosce le signorine qui presenti?>>
Fagiano (sospettoso) : <<Sì, le ho conosciute.. ieri sera>>
Poliziotto 1 : <<Lei abita qui da solo?>>
Fagiano : <<Sì>>
Poliziotto 1 : <<Niente genitori?>>
Fagiano : <<No. Abito qui da un anno>>
Poliziotto 1 : <<Capisco. Le signorine sono venute a farle visita?>>
Fagiano (confuso) : <<Hanno dormito qui stanotte.. Perché?>>
Poliziotto 1 : <<Sono in stato confusionale. Hanno tenuto un comportamento poco conveniente e causato imbarazzo, poco fa, nel supermercato in fondo alla strada di proprietà di..>>
Fagiano (allarmato) : <<Lo conosco>>
Poliziotto 1 : <<Cercavano di comprare un quantitativo di alcolici, direi, uhm, esagerato>>
Poliziotto 2 : <<Anche troppo esagerato>>
Ronny (sussurrandomi nell'orecchio) : <<Le solite tossiche che si porta a casa il Fagiano>>
Poliziotto 1 : <<Il gestore ci ha chiamati pregandoci di allontanarle>>
Fagiano: <<Io, uhm, ecco..>>
Poliziotto 1 : <<Sì?>>
Fagiano (deglutisce) : <<Volevo dare una festicciola. Ci sono anche degli altri miei amici, uhm, di là in salotto>>

Orso ha una specie di convulsione isterica.

Poliziotto 1 (allungando la testa per sbirciare in salotto) : <<Siete tutti maggiorenni?>>
Fagiano : <<Sì>>
Poliziotto 2 : <<Figuriamoci>>
Fagiano: <<C'è anche mio nonno>>
Poliziotto 1 (stupito) : <<Suo nonno?>>
Fagiano : <<Sì>>
Poliziotto 1 (allungando la testa nuovamente) : <<Buongiorno! Tutto bene?>>
Nonno Egidio (agitando il bastone nell'aria) : <<Buongiorno! Tutto a posto. Volete un caffé? Fabio, vai in cucina e prepara un caffè ai signori>>
Ronny (bisbigliando) : <<Il vecchio non ha capito un cazzo>>

Poliziotto 1 e Poliziotto 2 confabulano tra di loro. Poi Poliziotto 1 torna a rivolgersi al Fagiano.

<<Scusate il disturbo. Ci dispiace per la festa ma le signorine non sono nelle condizioni di poter bere>>
Fagiano: <<Ma certo, capisco. Siamo tornati tardi ieri sera>>
Poliziotto 2 : <<E chissà cos'altro avete fatto, eh?>>
Nonno Egidio : <<Entrate, un caffè al volo, suvvia>>
Poliziotto 2 : <<E perché no?>>
Poliziotto 1 (lanciando un'occhiata severa al collega) : <<Dobbiamo lavorare. Adesso ce ne andiamo. Mi raccomando, ragazzi.. (lancia un'occhiata allusiva al Fagiano) ..Non voglio sentire di altri casini. Mi spiego? Rimanetevene a casa per oggi>>
Fagiano (con un filo di voce) : <<Ma certo>>
Nonno Egidio : <<Arrivederci!>>
Poliziotto 1 e 2 : <<Arrivederci>>
Ronny (gioiosamente) : <<Peccato per il caffè, di là c'è uno zucchero della madonna!>>

Gli tiro un pugno nelle costole così forte che si piega in due a rantolare. I poliziotti sono andati via. Fagiano chiude la porta, si gira con la faccia che pare un cadavere e guarda le tre ragazze in piedi dietro di lui che se ne stanno allibite e silenziose come scolarette in attesa della punizione.
<<Rincoglionite del cazzo che non siete altro, cosa cazzo vi è venuto in mente di fare!? Adesso aspettiamo che quei due se ne vadano e dopo vi mando fuori di qui a calci in culo! Ma si può essere più stupidi! Diocristo!>>

Le ragazze non dicono nulla. Una scoppia a piangere. Orso si avvicina, prova a metterle una mano sulla spalla, si prende un ceffone.
<<Ma vaffanculo>> esclama indignato, e torna a sedersi.

Passano cinque nervosi minuti in cui lentamente si scioglie la tensione. Fagiano guarda l'orologio, poi apre la porta e fa segno di uscire.
<<Fuori dai coglioni. Prendete quel cazzo di treno o autobus o quel cazzo che volete e tornatevene a casa vostra>>
<<Fabio, scusa..>> tenta la mora, allungando timidamente una mano verso il Fagiano.
<<FUORI DAI COGLIONI!>>
Le tre tipe si dileguano a testa bassa.

Ronny si alza e torna in cucina.
<<Qualcuno mi aiuta a sistemare 'sto casino del cazzo?>> urla.
Alla fine riusciamo a recuperare buona parte della cocaina e per celebrare degnamente il nostro successo ne facciamo fuori metà. Poi passiamo il resto della giornata a giocare a Call of Duty, scoprendo con immenso stupore che nonno Egidio è un asso col joypad in mano.
Arrivano le nove di sera, decidiamo di tornarcene a casa.

<<Ciao Fagiano, ci vediamo!>>
<<Ciao Fagiano, ciao Egidio!>>
<<Orso, non disturbarti a tornare, testa di cazzo>>
<<Mi hai detto tu di aprire quella cazzo di finestra!>>
<<Vai a cagare Orso>>
<<Ciao ragazzi, andate piano. Ronny, allenati un po' con l'Xbox, che mi sembri scarsetto!>>
<<Vaffanculo nonno, la prossima volta che ti vedo sarà per portarti i fiori!>>
<<Poco ma sicuro, se continuo a pippare la merda che vendi>>

<<Adoro quel vecchio coglione>> mormora Ronny mentre ci allontaniamo.
Il viaggio di ritorno scorre veloce. Senza rendercene conto ci ritroviamo al bar, ancora mezzo pieno a quest'ora. Ci sediamo a un tavolo. La Manu si avvicina con l'aria di chi vede la luce in fondo al tunnel.

<<Cosa vi porto? Sbrigatevi, che poi vado a casa>>
<<Mi piace questo posto perché le cameriere sono sempre così entusiaste>> ribatte Ronny sfogliando il listino.
<<Una birra>>
<<Fai due>>
<<Allora tre>>
<<Mi piace lavorare qui perché i clienti hanno molta fantasia>> commenta la Manu, poi mi fa l'occhiolino e mi pizzica la gamba <<Ci sentiamo quando torni a casa, okay?>>
<<Certo>>
<<Pensa a lavorare invece di fare la troietta con i clienti>> le dice Ronny.
<<Sì, tesoro, pippa un altro po' mi raccomando>>
<<L'ho finita>> ribatte candidamente Ronny con un sorriso felice. La Manu si allontana.
<<Che spina nel culo. Guarda, io te lo dico, mi comporto bene con lei solo perché te la trombi>>
<<Figuriamoci se ti comporti male>> commenta Orso.

Rimaniamo in attesa delle nostre birre, parlando poco o niente, immersi nel brusio del bar. Osserviamo senza veramente vederli i pochi clienti che a poco a poco se ne tornano alle loro case. La tele piazzata in un angolo del soffitto trasmette una partita di calcio che nessuno guarda. Di là della vetrata scorrono le auto di passaggio, dirette verso chissà dove.
La domenica sta finendo. Anzi, si può dire che è già finita. Domani è di nuovo lunedì.
Tra poco ce ne andiamo tutti a letto, a dormire.
Forse sognare.



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