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17 novembre, 2014

10. La mia super Eroina preferita




***

Arrivo davanti al tavolo dove siede Angela e ignoro volutamente tutti quanti fissandomi su di lei. I due ragazzi mi occhieggiano, sorpresi e allarmati. La Ventura cerca di nascondere un sorriso maligno tuffando il naso nel bicchiere di Mojito.

<<Ciao Angela>> dico col tono più calmo che riesco a tirare fuori. Ne esce qualcosa di francamente patetico.
<<Ciao>> risponde lei. Alle mie orecchie e a quelle dei presenti suona esattamente come se avesse detto vaffanculo. Uno dei ragazzi si agita un po' sulla sedia.
<<Stai calmo, cavaliere senza macchia>> gli dico prima che si faccia strane idee. Lui sta per ribattere qualcosa ma viene interrotto da Angela.
<<Ti dispiace andartene? Non abbiamo niente da dirci>>

Muoio un po'.

Boccheggio come un pesce cercando di trovare le parole (una tastiera aiuterebbe, e anche non aver visto le sue amiche nude nelle ultime ore) e per disperazione cerco l'aiuto della Ventura lanciandole un'occhiata smarrita. Lei si limita a fissare attraverso di me come se fossi una finestra panoramica.

<<Beh, ma io.. Non è che verresti un attimo.. Ti volevo parlare un secondo..>> balbetto con un sorriso da cadavere.
Sto sudando e le facce dei due stronzi seduti sono una maschera di pietà e imbarazzo. Mi stanno inviando messaggi telepatici e sono tutti sul cosa significa essere uomini e tenersi ben strette le proprie palle.
Io le sto praticamente infilando nel bicchiere di Angela a mo' di cubetti di ghiaccio, così che possa gustarsele meglio assieme al Gin Lemon.

<<No. Ciao.>> taglia corto lei.

Gira la testa e guarda la spiaggia illuminata dalla luna, con le labbra imbronciate e il nasino arricciato.

Io sento qualcosa di freddo e viscido che prende il posto del mio cuore. La realtà mi investe come un autobus, di colpo riesco a vedere tutto e non solo quella splendida testolina bionda e in un attimo torno a sentire la sabbia sotto ai piedi.
La realtà è solida e pesante come l'afa in agosto.
Mi spunta un sorriso gelido. E' come sentire un serpente che mi striscia sulla faccia. Provo ribrezzo per tutto ciò che mi circonda.

<<Volevo solo chiederti il numero delle tue amiche, mi ci sono divertito. Allora ciao.>>

La Ventura ha un sussulto e soffia nella cannuccia facendo esplodere un'orgia di bolle che le bagnano quel faccino da rompicoglioni. I due ragazzi fiutano il tranello e tengono la bocca cucita, dimostrando un buonsenso fuori dal comune.
E Angela?
Angela non muove un muscolo. Non si gira. Continua a fissare la spiaggia.
E a me va bene così.

Mi volto e mi allontano camminando teso come il robot di Star Wars nei vecchi film. Se qualcuno mi sfiora adesso potrei battere il record di salto carpiato da fermo. Tengo lo sguardo fisso a terra, non so dove sto andando e non ha la minima importanza fino a che posso guardare i miei piedi che si danno il cambio.

<<Ehi, Faina>> dice una voce.
E' Ronny, sbucato dal nulla assieme a un tizio alto con gli occhi nervosi e una distesa di piercing sulla faccia da far invidia a un negozio di ferramenta. <<Allora, te la sei fatta la tua bella figura di merda?>>
<<Ronny diocan lascia stare>>
<<Sì va beh, era la madre dei tuoi figli, che peccato. Comunque questo è Albi. Andiamo a drogarci>>
Albi si limita a fare un cenno con la testa nella mia direzione. Ennesimo caso di gioventù bruciata raccattato chissà dove da quella calamita per emarginati che è il mio amico Ronny.
<<Guarda, non mi va. E' tutto il giorno che non capisco un cazzo, direi che ora basta>>
<<E allora mi aspetti mentre faccio io>>

Ci incamminiamo lungo la spiaggia, trascinando i piedi e percorrendo filari di ombrelloni. Albi è qualche passo avanti a noi e non spiccica parola.

<<Dove cazzo andiamo a farci una canna? Dobbiamo salpare su una nave?>> sbotto a un certo punto.
<<Niente canna. Eroina, e non dire un cazzo che ormai ho deciso che ho voglia di provare>>
Resto impalato. Ronny continua ad avanzare, poi si gira a guardarmi e sbuffa. <<Dai non fare l'ebete che trainspotting l'abbiamo visto tutti e alla fine sopravvivono>>
<<Ronny sei deficiente? Lo sai che quella roba-
<<Quella roba cosa? Lo sai quanti la usano senza problemi per tutta la vita come qualsiasi altra droga? Keith Richards ha settantadue anni dioca-
<<Ah ecco mi mancava un buon argomento! KeithRichardsPorcodi-
<<E poi la fumo mica mi buco coglio-
<<Ronny che cazzo stai dice-

<<Ehi!>>
Ci giriamo. Albi è più avanti, seduto su uno sdraio e fa segno di muoverci.
Io guardo Ronny, lui guarda me e finalmente smetto di pensare ai miei problemi amorosi con la sconosciuta di turno e mi rendo conto che il mio amico sta male. Ha una strana piega agli angoli della bocca e gli occhi sono pozzi vuoti.

<<Ronny, se è per Camilla.. Cioé, lo sai com'è.. Lascia stare, no?>> borbotto imbarazzato. <<Lo sai che Rudy non è..>>
<<VAFFANCULO!>> urla, e nel silenzio della spiaggia deserta la sua voce è come un colpo di fucile.

E va bene. Ricevuto.
Andiamo da Albi, che sta preparando gli strumenti del mestiere.

<<Io la fumo e basta, niente buchi>> gli dice Ronny. Però non sembra più così convinto.
<<I soldi me li hai dati, ci fai quello che vuoi. Intanto faccio io>> risponde Albi con una calma che mi dà i brividi.

Lo osserviamo con distaccata curiosità mentre esegue il suo numero di magia. E' rapido e quasi disinteressato, come se si stesse abbottonando la camicia. Quando preme lo stantuffo e vedo il liquido scomparirgli nel braccio mi sento quasi sollevato.

Io e Ronny restiamo in silenzio, trattenendo il respiro. Abbiamo visto troppi film. Ma Albi non esplode come una bomba spargendo pezzi di carne e secchiate di sangue infetto tutt'attorno. SI sfila la siringa, se la getta con noncuranza dietro le spalle e sorride.
<<Bene>> biascica felice. <Prendi questa>> e tira fuori dalla tasca l'ennesima bustina di droga della giornata.

Poi le ginocchia gli crollano, e cade come un soldato ferito. Si rotola sulla sabbia sotto lo sguardo terrorizzato dei suoi clienti più recenti. Che spacciatore da quattro soldi. Mentre mugugna parole sconnesse io e Ronny sappiamo benissimo quello che c'è da fare.

<<Cerca la roba>>

Mi chino su Albi e gli frugo le tasche fino all'ultimo millimetro. Lucky Strike, accendino, volantino di discoteca, fazzoletto, due bustine con della polvere dentro, tre pezzi da cinquanta euro.
<<Fatto>>
<<Controlla i calzini>> dice Ronny mentre solleva la testa a Mr.Overdose, che sta beatamente fissando il nulla.

E' uno spettacolo terrificante. Non ne vado fiero ma ho un catalogo molto ampio nella mia testa riguardo ai vari effetti delle droghe sul corpo umano e a mio avviso non esiste niente di più spaventoso e affascinante da vedere di un ubriaco in zona coma etilico che tenta di restare sveglio e funzionale, ma questo poveraccio è un fottuto groviglio di membra rilassate che mi fa una paura del cazzo. Potrei annodarlo come il laccio di una scarpa e non se ne accorgerebbe.

Gli ficco le dita nei calzini sudaticci e ravano un po'.
<<Niente>>
<<Controlla le mutande>>
<<Col cazzo>> ringhio.
<<E va bene, speriamo che 'sto stronzo non sia così furbo. Dammi una mano a tirarlo su>>
<<Aspetta>> rispondo, e scavo una buca nella sabbia a velocità della luce come un cane iperattivo.
Ci ficco dentro bustine, soldi, siringa e cucchiaio. Le Lucky me le infilo in tasca, che ho quasi finito le sigarette.

<<E i soldi?>> chiede Ronny.
<<IO NON LI VOGLIO STI CAZZO DI SOLDI, LI VUOI TU?>>
<<Cinquanta euro gli ho dato!>>
<<Tieni qua, ecco, aspetta aspetta aspetta cazzo, togli quel laccio di merda dal braccio>>
Il laccio finisce nella buca. La ricopro meglio che posso e ci sistemo sopra una sdraio.
<<Cazzo andiamo cazzo>>

Cadiamo per terra un paio di volte nel tentativo di sollevarlo. Quando ormai stiamo per farci prendere dal panico ci rendiamo conto che siamo su una fottuta distesa di sabbia e iniziamo a trascinarlo per le gambe.
Albi è appena diventato il pennello umano più grande mondo e noi stiamo dipingendo una lunga scia sulla pallida sabbia notturna di Rivamare.



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