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24 luglio, 2014

La recensione di PK: Potere e Potenza - episodio 4 (finale)

Avete presente quando Xadhoom sfondava navette evroniane col proprio corpo trapassandole da parte a parte e facendole esplodere in un'orgia di fuoco?
Beh, adesso lo fa anche Pikappa.




Una delle novità introdotte da Potere e Potenza, l'aspetto che forse si nota di più rispetto alle vecchie serie di PKNA e PK2, è la maggiore potenza di fuoco in gioco: avevo già notato nell'episodio 3 che Pikappa menava di brutto, molto più di quanto non fossimo abituati a vedere.

Ecco, in questo episodio finale possiamo ammirare il vecchio mantello al massimo della sua, appunto, POTENZA.
Davvero, non ce n'è per nessuno: Pikappa spara raggi da tutte le parti, picchia, salta, corre, cade, si rialza, FA ESPLODERE NAVETTE EVRONIANE COME XADHOOM.
Non mi stancherò mai di ripeterlo, è una scena commovente.

XADHOOOM!!! Ops, volevo dire... KRUNG!

Dov'è la fregatura?
Ovviamente, c'era il rischio che trasformando Paperinik in una specie di Evangelion incazzato venisse meno lo spirito fondamentale del personaggio, ovvero il fatto che lui è uno, piccolo e buono mentre i nemici sono tanti, grossi e cattivi.
Se fai diventare onnipotente l'eroe si perde la tensione e calano drasticamente le aspettative: sai già che con due colpi ben assestati spazzerà via tutti i nemici e alla terza vignetta di BRA-WRAAAAK e KRAZAAAX ci si annoia perché l'esito appare scontato dall'inizio.

Il problema si è risolto in modo geniale: se Pikappa sta diventando simile a un dio e ha ricevuto in regalo il dono dell'onnipotenza, qual è il suo punto debole?
Semplice, gli manca il dono dell'ubiquità. Pikappa sarà pure fortissimo, ma rimane UNO (inside joke, haha, PRDQP) e se lo attaccano alle spalle non c'è un suo doppio pronto a salvargli il culo le piume.

In quanto singolo individuo, Paperinik non può farcela da solo contro un'orda apparentemente infinita di evroniani: ne paralizzi bradionicamente uno e ne spuntano altri tre.

Piovono alieni viola

Passiamo a qualcosa di più tecnico. Partiamo con i disegni?
Che ve lo dico a fare, l'intera storia è disegnata e colorata benissimo, anche se -udite udite- in qualche tavola si nota un tratto meno preciso e più "a tirar via" rispetto all'assoluta perfezione vista negli episodi precedenti: molto probabilmente la faccenda del sondaggio e del cambiamento in corso della storia stessa ha complicato non poco la vita a Pastrovicchio, che comunque sempre sia lodato e adesso vado a fustigarmi per averlo appena criticato.

La storia ve la spoilero senza problemi, che tanto Pikappa alla fine non muore (potete riprendere a respirare) e che la Ducklair Tower se ne va in vacanza lo sappiamo tutti: allora, nella prima parte Pikappa è nella torre e deve combattere contro centinaia di migliaia di alieni viola.
Botte da orbi, personaggi che sfornano battute a raffica come se fossimo a uno spettacolo di cabaret e chili di epicità diffusa.

Basti pensare che per questa battaglia il Pikappero si mette in ghingheri e decide di tornare ai fasti di un tempo "indossando" il vecchio costume e tirando fuori dall'armadio l'Extransformer.

E qui io sono rimasto deluso e nello stesso tempo contento.

Deluso perché la nuova tuta era un rombo di tuono che spaccava gli occhiali da sole ai tamarri da miglia di distanza e mai si era visto un Pikappa così SUPEREROE.
Poi gli fanno rimettere il costumino del nonno e giù di pianti malinconici e pacche sulle spalle. Ma va beh, soprassediamo, bisogna pure accontentare i pkers di centoventi anni che si ostinano a non andare all'altro mondo fino a che non vedranno il ritorno di Uno.

Ma, e c'è un ma, si può rimanere pure contenti: ecco il ritorno di un'altra perla dal passato. Rullo di tamburi, ecco a voi lo scudo Extransfomer! Quello old-school, quello col PUGNO CHE SI ALLUNGA.

Avevo ormai perso le speranze, ma quell'unica vignetta -sigh- in cui lo si vede schizzare via e curvare nell'aere fino a schiantarsi con studiata precisione contro la capoccia di un evroniano mi ripaga della sofferenza accumulata negli anni e di tutti i criceti che ho sacrificato su un altare per far tornare Pikappa in edicola.

L'oziosa vita di Paolino Paperino

Poi c'è l'addio alla Ducklair, e si inizia con la seconda parte della storia: dopo il discorsetto motivatore di Eidolon è tempo di tornare a Cape Dominion, per cercare di fermare Grrodon e Morgan Fairfax.
Ad aiutare Paperinik c'è il Razziatore, che quella mattina era sceso dal letto col piede giusto e si era messo in testa di passare per l'ennesima volta dalla parte dei buoni.

Morale della favola?
Pikappa e il gallinaccio mettono fuori gioco la base aliena. Alla fine fanno fuori l'imperatore Grrodon, non prima di avergli comunicato che in tutto il mondo l'esercito dei paperi sta vincendo la guerra contro gli evroniani con l'aiuto del raggio devolutore che ritrasforma gli alieni in spore.

Finita qua?
No, ci sono le ultime due paginette che vi faranno saltare sulla sedia e vi metteranno una scimmia addosso che neanche la puntata finale dell'ultima stagione di Patemi.

Giudizio complessivo su questo episodio: bello, bellissimo, cinque stelline, quattro pollici in su. Se ci attaccavano una PKMail alla fine giuro che incorniciavo il Topolino.
Il giusto finale per una grande storia, narrato con la giusta calma, senza fretta, con l'alternanza perfetta tra momenti comici -i siparietti con Angus sono una garanzia- e quelli epici.

Ecco, tutto bello ma...
Qui casca l'asino, perché i momenti epici ci vogliono ma senza strafare, e dopotutto questo è sempre Pikappa, mica un Batman di Nolan.
I discorsi solenni non devono essere misurati, di più: devono essere calcolati con precisione millimetrica da un'intelligenza artificiale con funzioni cognitive iper-analogiche. E' una storia Disney in fondo, e questi animali antropomorfi che parlano di destino, sacrificio e moralità fa un po' sorridere.
Dove per sorridere intendo "fa un po' cascare le balle".

"O muori da eroe, o vivi tanto a lungo da diventare un evroniano"

L'unico punto in cui questo eccesso di sentimentalismo mi è piaciuto è stato quando la torre sta per esplodere e Pikappa si toglie la maschera per lasciare una video-confessione ai nipotini. BUM, ecco qua, bastava questa singola -bellissima- scena nel corso dell'intera storia ed eravamo a posto.


Agli "stivaletti a molla" ero già tuo.

Peccato che si sia voluto strafare qua e là, a tratti i dialoghi sembravano quelli di un film patriottico americano e quasi mi aspettavo di vedere sventolare una bandiera a stelle e striscie sullo sfondo mentre i personaggi parlavano.

Tiriamo le somme.
Il ritorno di Pikappa, nella sua globalità, è andato alla grande.
Una bella storia, scritta con maestria e resa sulla carta come meglio non si poteva.
Un ottimo punto di inizio.

Ma soprattutto un prodotto solido che può reggersi sulle proprie gambe: molti di noi temevano una vaccata per bambini, o in una storiella nostalgica e deboluccia per accontentare i vecchi fan. Niente di tutto questo: Potere e Potenza è una storia che potrebbe benissimo essere apparsa su PKNA, risaltando nel mucchio.

Ha i suoi difetti, tra cui un fanservice inutile e momenti TROPPO epici che mal si adattano al mondo di Pikappa -ma che sono quasi certamente frutto dell'entusiasmo per il riavvio di questa saga-, ma nessuna lacuna, nessun buco, nessun grande dispiacere.

Lo spazio di manovra è ampio, le possibilità per ripartire alla grande ci sono tutte, e allora incrociamo le dita e abbracciamo forte forte i nostri Yostly aspettando di veder comparire in edicola un nuovo numero 0.

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