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02 luglio, 2014

7 psicopatici: finalmente stiamo superando Tarantino

Ho una buona notizia e una cattiva. Quella cattiva è che Tarantino è morto. Quella buona è che c'è altro da guardare.

7 psicopatici è il primo film che mi ha ricordato Pulp Fiction e che al tempo stesso mi ha fatto pensare "Questo è un passo avanti".


Come fare un passo avanti



Non è una scopiazzatura, è un film solido che si regge sulle proprie gambe e possiede diversi punti di forza.

1. Una sceneggiatura divertente che procede spedita, a ritmi sostenuti (frasi epiche una dopo l'altra senza mai fermarsi a prendere respiro)

2. Personaggi a cui ti affezioni - e qui un grazie agli attori coinvolti ci sta, tutti convinti e convincenti, Christopher Walken su tutti, la scena in cui intima a Colin Farrell di non dire una sola parola a quei dannati motherfuckers ti fa venire voglia di lasciare tutto e andare a Hollywood a recitare. Film da guardare con i sub ita, a proposito.

3. Quel sapore metacinematografico che aveva reso grande Tarantino all'epoca. Questo film è un film su di un film, sa di essere un film e parla di un film. Film nel film, film che parla di un film, insomma, quelle cazzate che il vostro prof di cinema adora spiegarvi per filo e per segno in questo caso non annoiano.

Basterebbero queste cose a farne un ottimo prodotto, coi tempi che corrono.

E poi c'è lui

In questi giorni in cui ogni stronzo con una videocamera e un programma per montare i video sul Mac crede di poter sfornare un capolavoro, 7 psicopatici si stacca dal mucchio e si dimostra un prodotto valido, creato a tavolino e curato nei dettagli.
Il problema sono i critici che credono alla stronzata del "per fare buoni film bastano le buone idee". No, ragazzi. Le buone idee bisogna saperle mettere in pratica, sviscerarle, sfruttarle e saperle esporre al meglio: altrimenti diventano buone idee sprecate.

Ma torniamo un secondo a Pulp Fiction.
E' stato un punto di svolta, una pietra miliare che ha influenzato il modo di fare cinema di tanti, troppi registi.
Tutti noi l'abbiamo visto e per tutti noi è il Quarto Potere della nostra generazione. Film del genere escono una volta sola, per una combinazione di culo e bravura. Potete dire quello che volete su Tarantino ma mettiamoci d'accordo sul fatto che il suo film migliore è questo e che per quanto ci provi non riuscirà mai a ripetere un colpaccio del genere.

Il rischio con 7 psicopatici era quello di ottenere una brutta copia come ce ne sono tante del capolavoro di Quentin.

Poteva uscir fuori un banale prodotto con tante pretese e poco riscontro. Un film adatto a un pubblico di adolescenti smaliziati che l'avrebbero definito "carino" e ne avrebbero parlato agli amici, prima di lasciarlo cadere nel dimenticatoio. Il che è esattamente quello che è successo: questo film non se l'è cagato nessuno, e i pochi che l'hanno visto lo avranno scoperto perché già conoscevano il regista grazie al precedente In Bruges, altra perla da recuperare - un thriller tutto parlato, che ricorda Le Iene - .

Come ho già accennato l'influenza di Tarantino c'è, ma non tanto a livello di "questa roba la faceva Quentin venti anni fa", è più una sensazione del tipo "Quentin lo faceva già, e qualcuno ha imparato e rielaborato".

Quel qualcuno è il regista Martin McDonagh: si è visto un sacco di film, sa cosa funziona e cosa no, mischia tante cose insieme e alla fine dei giochi fa quel cazzo che gli pare e tu ti ritrovi a guardare qualcosa di innovativo che al tempo stesso odora di classico, qualcosa che ti colpisce allo stomaco eppure sa di poetico, pochi attori e location scarne che assurdamente suggeriscono grandezza.

Spendiamo una parola sugli attori: il già citato Walken che ruba la scena a tutti, Colin Farrell che cazzeggia con i grandi e se la cava molto bene, Woody Harrelson che fa il suo sporco lavoro, Sam Rockwell che non sbaglia mai un colpo e dimostra che è proprio vero che non sbaglia mai un colpo. Bonus Track: Tom Waits.

Presenza femminile? Pari a zero, e per un buon motivo: le donne di questa pellicola sono inutili, lagnose e negative, e gli stessi protagonisti a un certo punto del film se ne rendono conto e lo esprimono a voce alta. Robaccia meta, capite? Quella che piace tanto a noi ingordi divoratori di trivia.

Le donne sono cosa..?
Altre cose sfiziose, in ordine sparso: a un certo punto si sfottono i film francesi in cui tutti parlano e nessuno combina niente, e si raccontano storie che non c'entrano nulla con la storia principale, o forse sì. C'è gente che si fa di peyote e spara cazzate attorno al fuoco, e tanti saluti alle canne di Easy Rider. C'è anche un twist finale, o forse più di uno. Un sacco di roba, signori, un gran sacco di roba da gustare.

Io non c'entro nulla, puoi credermi

7 psicopatici è un film che ne ricorda tanti altri.
L'adolescente smaliziato di cui parlavo prima, quello che scava su Internet e ne sa a pacchi, potrebbe metterlo nel mucchio con robetta come Slevin (tanto stile e niente arrosto), o fare paragoni con Sin City (personaggi stereotipati in bianco e nero, un fumetto che rendeva meglio come fumetto), o Smokin' Aces, o RocknRolla.
Peccato che ognuno di questi finirebbe puntualmente per perdere il confronto sotto ogni aspetto. Provare per credere.

Va beh, ci abbiamo provato

Non sto qui a dire che questo film è il nuovo Pulp FictionSto qui a dire che questo è la sua continuazione ideale, è il primo passo avanti dopo quel film che segnò un'epoca: ed era pure ora, dopo venti fottuti anni.

7 psicopatici è una chicca, che a prima vista può sembrare una cosetta indie da snob ma che sotto sotto possiede un'anima che vuole solo cazzeggiare e divertire.


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