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03 giugno, 2014

06. Cronaca di una sbronza con sorpresa finale




Nel giro di un’ora siamo ubriachi e parliamo biascicando.

Ronny continua a offrire da bere a chiunque abbia un bicchiere vuoto davanti a sé e io seguo con una certa apprensione il suo continuo estrarre il portafogli e cavarne fuori pezzi da venti che svaniscono come fumo nelle mani dei camerieri.
Le ragazze hanno smesso di tirarsela qualche decina di bicchierini fa. Finalmente si sono messe in competizione tra di loro per darcela.


<<Prima c’erano dei tipi che ci provavano, proprio spudorati, dovevate vederli… La Ange li ha messi subito in riga>> afferma la Ventura.
<<Davvero? Li ha fatti mettere in fila?>> mormora Ronny, piacevolmente sorpreso. Gli tiro una gomitata ninja.
<<Sì, li ha mandati a cagare>> continua la Ventura, ingenua.
<<Ah>> è il commento di Ronny. Ha la delusione stampata sul volto.
<<Dovevate vederli. Degli idioti. Non ci sarei mai andata con uno di quelli là>>
Le altre vagine al tavolo annuiscono, convinte.

<<Ma la ragazza, ce l’hai la ragazza tu?>> mi chiede una di loro. Segue scoppio di ilarità e occhiatine veloci che intersecano il tavolo come una ragnatela.
<<C’è una che mi piace, sì>>
<<Aaahh>> risponde lei, con l’aria di chi la sa lunga. <<E dove l’hai lasciata?>>
<<E’ qui dentro>> faccio io. Ronny mi guarda con aria compiaciuta, come se questi trucchetti da scuola media me li avesse insegnati lui.
<<Ah, davvero? Dai, chi è?>>
<<Sì, dai, chi è?>> insiste la Ventura sbattendo il bicchiere sul tavolo.
Lancio un’occhiata furtiva ad Angela. Se ne accorgono tutte quante, ma fingono di non farci caso.
<<Non te lo posso dire, non sarebbe giusto>>
<<Daiiii>>
<<Te lo dico in privato, più tardi>>

La tipa sorride, improvvisamente sembra più felice. Forse crede che in verità stia parlando di lei e che la mia sia tutta una tattica. Ah, benedette ragazze e i loro processi mentali confusionari.

<<Lo voglio sapere anch’io>> dice Angela. Io le sorrido come si sorride a un cucciolo di panda orfano che rosicchia un pezzo di bambù dopo un mese di digiuno.
A questo punto nessuno sano di mente potrebbe dubitare per un attimo che sto parlando di lei.
<<Ma sì, lo sappiamo che stai parlando di me>> tuona la Ventura, e lancia un’occhiata di sbieco verso Ronny che il mio amico ignora beatamente.
<<Bravissima, hai indovinato!>> esclamo. Risate generali, la Ventura mi dà un colpetto sulla mano e annuncia che andrà fuori a fumare una sigaretta.
<<Ti accompagno>> le dico.
<<Andiamo>>

Usciamo dal Chicaboom. Fuori c’è il solito viavai. Accendo una Marlboro e mi siedo sulla panchina vicino all’entrata, a godermi il venticello fresco che sta spirando.

<<Allora, ti piace Angela, eh?>> mi fa la Ventura. Brava ragazza.
<<E’ molto bella>> dico, mantenendomi sul vago.
<<Già. Mi sa che le piaci anche tu>>
Ce ne stiamo in silenzio. Dopo un po’ lei sbotta.
<<E il tuo amico?>>
<<Chi? Ronny?>>
<<E chi se no?>>
<<Cosa vuoi sapere?>>
<<E’ single?>>

Valuto le varie opzioni. Potrei dirle:
1) La verità. Ronny è insieme dalla terza media con Camilla, figlia di panettieri e ricca da far schifo, con la quale ha perso la verginità.
2) La verità - verità. Ronny è fidanzato con Camilla e va a puttane ogni settimana.
3) Una bugia. Ronny è single e affettuoso.

<<Sì, è single. Perché, interessa l’articolo?>>
<<Può darsi>> risponde lei. Getta a terra la sigaretta e la spiaccica con la punta delle ballerine.
<<Rientriamo?>> chiedo, ma è già scomparsa nella penombra del Chicaboom. Getto la sigaretta e corro dentro.

<<Era ora, testa di cazzo! Hai perso un giro!>> esclama Ronny dandomi una manata sulla schiena. <<Cameriere! Ehi, cameriere! CAMERIERE!>>
<<Eddai, non urlare>> gli dico, imbarazzato.
<<ALTRE DUE VODKE PER QUESTO STRONZO QUA!>>
<<Ronny..>>
<<ANZI FACCIAMO ALTRE VENTI VAFFANCULO FACCIAMO VENTI!>>
Un cameriere coi baffi e una laurea inutile si avvicina e ci guarda con disprezzo. <<Venti vodke? Sicuri?>>

Angela osserva la scena con un sorrisetto beffardo e gli occhi lucidi da ubriaca. Le altre due tipe abbassano la testa in un concerto di risolini e fingono di cercare cose importantissime dentro le borse. La Ventura fa l’occhiolino al cameriere.
<<Sì, grazie mille>> dice. Ronny annuisce senza guardarla.

Mezz’ora dopo le condizioni della nostra tavolata sono peggiorate in fretta.

Una delle due tipe inutili è sparita nei meandri del bagno e non si è più fatta vedere per venti minuti buoni, sospetto che abbia vomitato l’anima.
La Ventura comincia a fare sempre più spesso delle chiare allusioni sessuali, forse in un disperato tentativo di far breccia nella corazza di Ronny, che però non sembra accorgersi di nulla e continua a fissare con insistenza la scollatura dell’altra tipa, una creaturina timida come un uccellino che si chiama Eleonora.
Angela ride e scherza e sembra l’unica del tavolo che non sta risentendo troppo degli effetti dell’alcool. Io sono entrato nella fase in cui vorrei fare lunghi discorsi interessanti e riesco solo a formulare frasi di quattro/cinque parole di cui la metà sono volgarità.

<<Ele, andiamo da te?>> propone Angela.
<<Da te?>> fa Ronny alzando la testa dal suo bicchiere.
<<I miei hanno un appartamento qui>> spiega Eleonora, compiaciuta.
<<C’hanno l’appartamento al mare! Roba da ricchi>>
<<Ronny porco zio, sta’ zitto>>
<<Andiamo, dai!>>
<<Prendiamo qualcosa da bere però!>>
<<Faccio io>>

Usciamo tutti e sei dal Chicaboom con facce da superstiti di un rave alle nove di mattina. Il sole martellante ci dà una botta in testa  e percorriamo il tragitto verso casa di Eleonora camminando piano e senza parlare, storditi come pugili.

L’appartamento di Eleonora è a qualche piazza di distanza. Dopo pochi minuto siamo arrivati e saliamo di sopra. Un salotto/cucina, un bagno, due camere da letto. Arredamento scarno, da casa per le vacanze usata poco.
Ronny si lancia sul divano e apre la bottiglia di vodka.

<<Eleonora, hai bicchieri?>>
<<Sì, in quello scaffale là>>
<<Faina, prendili, muoviti>>

Mezz’ora dopo siamo seduti a gambe incrociate sul pavimento e stiamo lanciando monetine in un bicchiere. Chi lo centra fa bere gli altri.
Io ho le vertigini e non ci vedo più un cazzo. Ronny ha convinto Eleonora che non c’è niente di male a fumare una canna dentro casa e adesso tutte e quattro le ragazze sono diventate improvvisamente silenziose e concentrate e continuano a far ciondolare la testa.

Io e Angela parliamo di un sacco di cose che non ricordo. Diventa sempre più bella col passare dei minuti. Tento di fare il brillante, nonostante Ronny cerchi di coinvolgermi nei suoi discorsi deliranti che solo la Ventura sembra trovare di qualche interesse.

Mi sveglio in un letto. La stanza è parecchio buia, per un attimo non capisco dove sono. Mi guardo attorno, vedo una bottiglia di vodka vuota rovesciata su un comodino alla mia sinistra.
Alla mia destra, sparsi sul letto in posizioni contorte, ci sono due esseri umani nudi.
Fa' che siano esseri umani femmina, penso con una punta di panico. E subito dopo: Australia. L'Australia è abbastanza lontana.

All’improvviso ho dei vaghissimi flashback di io che bevo a canna dalla bottiglia mentre delle ragazze in mutandine e reggiseno ridono sedute sul letto. Distolgo lo sguardo dai corpi nudi immersi nella penombra e sbircio le loro facce.

Una è Eleonora, e poi c’è l’altra tipa inutile, Melissa, che a quanto pare non ha usato il bagno negli ultimi tempi dato che ha una chiazza sui capelli di quello che sembra a tutti gli effetti sperma secco. Questa scoperta mi provoca un altro flashback, ho la visione annebbiata di io in piedi sul letto che vengo di fronte a due ragazze inginocchiate davanti a me, una delle quali sta tracannando vodka e ha gli occhi incollati sul mio uccello.


Mi sa che Angela me la sono giocata.


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