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20 novembre, 2013

La mafia uccide solo d'estate, ovvero perché Pif ce lo butta al culo



Il Testimone Pif approda al cinema. Dopo aver passato gli ultimi cinque anni a condurre un programma su MTV che tra le altre cose ha illuminato i più gggiovani su chi sia veramente Fabri Fibra e su cosa significhi essere un transessuale al giorno d'oggi -e la risposta è no, non si tratta della stessa puntata- ora Pif ha deciso di passare al cinema, e quale modo migliore per iniziare se non quello di cimentarsi con un tema come quello della mafia?


Sì, perché Pif è palermitano, e si sa che qualsiasi essere umano da Roma in giù è autorizzato a discutere della mafia e venire preso sul serio a prescindere se quello che dice è roba seria o cazzate qualunquiste.

Il suo film si intitola La mafia uccide solo d'estate, titolo divertente e poetico al tempo stesso che esprime con immediatezza il sapore generale che permea la visione artistica di Pif in merito a tale progetto, o almeno così ha detto il mio barbiere mentre mi tagliava i capelli.

Infatti Repubblica già ci informa che il film è un misto di tragedia e commedia:

"Della mafia si può ridere, anzi, si deve ridere".

Pif e qualunque altro giornalista leccaculo non fanno che ripetere questo concetto per promuovere al meglio il film, e io personalmente sono sicuro che questa sia la strategia giusta: infatti è da una vita che noi italiani non facciamo altro che assistere come spettatori paganti ridendo come sciocchi mentre guardiamo la mafia che fa il cazzo che le pare. E' una formula collaudata, il successo del film è assicurato.

L'illustre critico televisivo Aldo Grasso scrive di Pif: "Il suo è un giornalismo d'inchiesta innovativo che ha molta presa sul pubblico più giovane: quella di Pif si potrebbe definire un'antropologia light."


Dimenticatevi per un istante di Aldo Grasso e di quella viscida patina di indulgenza e buonismo che spande a piene mani nelle sue illustre recensioni di stocazzo e soffermatevi sui punti salienti della frase qui sopra: Pif fa un giornalismo innovativo che piace ai giovani perché è light. La chiave di tutto è proprio la parola light, perché l'unico modo di trattare un argomento in modo fresco e originale e di farlo piacere ai giovani è farlo alla cazzo di cane in modo light. Se no quelli là mica lo capiscono!

Mi sembra cristallino. I giovani di oggi sono un gruppo di idioti disillusi dalla società e inclini al pressapochismo, cultori della mediocrità e lontani dai valori di una volta; per cui ecco il modo giusto per far presa su di loro e insegnargli qualcosa a 'sti figli di buonadonna che non hanno mai combattuto una guerra o visto una bomba in stazione alla tv: farlo light.

Perché i nostri cervelli sono stati traviati in età prescolare dalla frocesca dolcezza di Bim Bum Bam e quindi non siamo stati in grado di sviluppare una mentalità aperta e critica! Dateci tutto quello che potete di light, per favore! Solo così la mia debole mente ancora imbevuta della sigla di Lady Oscar potrà maturare e conoscere il fantastico mondo di argomenti per adulti che voi riconosciuti intellettuali italiani sapete esplorare meglio di me.

I miei occhi sono ancora troppo deboli per aprirsi e rischiare di contemplare la cruda realtà che mi circonda senza che mi venga un embolo fulminate.

Oh luminari italiani, oh dei del tubo catodico, spargete sul mio viso avido di maturo paternalismo il caldo seme della conoscenza che sgorga copioso dai vostri saggi membri di acculturati, vi prego.

Ma non  fatemi troppo male quando lo fate. Voglio che sia tutto light, eh, che se no stanotte c'ho gli incubi.


20 commenti:

  1. Una volta ho visto una puntata di pif....che dire lui ci prova anche ma proprio non si può vedere....ti trasmette malessere esistenziale

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  2. Io non so neanche chi è Pif.... a parte questo posso immaginare che il film sarà una specie di soliti idioti con la scoppoletta in testa... direi che potrò farne a meno.
    Una cosa sola, non è che da Roma in giù puoi parlare liberamente di Mafia, in generale la regola è che puoi parlare liberamente di mafia solo con le persone che abitano più a Nord di te.

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    1. Allora non sono l'unico a non sapere chi sia, ottimo.

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  3. "La vita è bella" ha ingannato genialmente, portando al cinema, giovani e "adulti" che non sarebbero mai andati volontariamente a chiudersi in una sala per sentire, vedere l'Olocausto. Come? Ridendo. Poi avevano le lacrime agli occhi. E questo è il grande merito di Benigni. Non solo giovani (anche a me sta sul cazzo "light") ma non puoi non ammettere che una massa di superficiali influenzano le urne, i comportamenti, la società in generale. E se non li vedi, allora il problema è tuo. Ben vengano i tentativi di far affrontare temi seri a chi preferisce girargli al largo. Magari con la scusa della "risata" o con un po' di semplicità comunicativa. Non so niente del film di cui parli. Ma la puntata di Pif sulla Mafia, e quella su Saviano non mi sono dispiaciute per niente...

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  4. Giornalismo alla pseudo-VICE fine a se stesso. Un pippone lunghissimo del solito critico della domenica.

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  5. a me PIF fa ridere, non pensavo fosse un giornalista (ok, ok, in italia i giornalisti fanno ridere, vabbè). Eppure nei suoi servizi riesce a mostrarti, che ne so, molti punti di vista sull'argomento scelto, usando l'ironia e la sua buffa faccia. Spesso un'informazione light è meglio di nessuna informazione (ok, ok, in italia si dice beata ignoranza, vabbè)

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  6. Se il tentativo è quello di influenzare le urne allora si dovrebbe parlare di ricambio generazionale, e per averne uno bisognerebbe introdurre l'argomento ad una fetta di pubblico come i bambini non certo agli adolescenti. Ergo sulla mafia dovrebbero farci un cartone o una serie tv su Disney channel.
    Io Bim Bum Bam comunque lo guardavo, Pif e La vita è bella li avrò visti sì e no un paio di volte (tutt'alpiù direi 5 se li sommiamo assieme).

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  7. a me me piaceva de più quanno che faceva la jena, me risvejava l'istinto paterno, me metteva tenerezza, poverello speriamo che sto firme c'abbia un sacco de spettatori paganti, che lui er successo e relativa grana se l'è conquistato duramente

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  8. A me Pif piace pure (cioè, mi piace qualcosa). Più che altro la cazzata l'ha detta Grasso, perché secondo me alcune cose che fa Pif sono meno light di quanto sembrino. Magari è naif, ma light non direi.

    Però con la tua critica hai sollevato un problema che condivido in pieno: il fatto che ormai in Italia se non sei leggero e non fai le cose a cazzo tipo Vice Italia non ti si incula nessuno o nel peggiore dei casi passi per pretenzioso.

    Bravo come sempre.

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  9. Mi spiace e apprezzo la tua ironia.
    "Light" è l'approccio giusto, l'approccio che vende.
    Sei un nerd, saprai cosa sono al giorno d'oggi i "casual players", vituperata categoria.
    Vale per la musica di merda. Vale per le relazioni umane sui social. Perchè non dovrebbe valere per il cinema e soprattutto per i concetti complessi?
    C'era una memorabile vigna di Zerocalcare sui trentenni al giorni d'oggi, che vivono con l'idea del sacrificio di quel pirla di Sirio il Dragone mentre nei cartoni di oggi vincono il "Male" giocando a rubamazzetto...
    Tristezza a palate.

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    1. prima della seconda frase c'era un "MA".
      "Ma "Light" è l'approccio giusto... bla bla bla"

      mi spiace, ma.
      era importante.

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    2. L'approccio "light" ci può stare, ma quando viene considerato l'unico modo per approcciare i giovani allora girano i coglioni. Non è l'unico, non deve sempre esserlo.
      Non siamo tutti bambini down che hanno bisogno di un sistema a prova di deficiente per capire qualcosa del mondo. Tutto diventa light perché quelli che stanno più su vedono il pubblico più giù come una massa di idioti che le cose bisogna spiegargliele poco a poco e scandendo bene le parole e aggiungendoci un sacco di lucette colorate per catturare l'attenzione, se no non capiscono poverini.
      Va bene affrontare temi seri in modo più rilassato, basta che non diventi una regola, se no si finisce per mettere in discussione tutto e allora se un ragazzino va a guardarsi film sulla mafia che deve far ridere e alla fine del film non ci riflette sopra, semplicemente prova ancora più confusione di prima. Io sono il primo a dire che si può ridere di tutto, ma quando si comincia a farlo sistematicamente perché è più semplice (e redditizio) che rifletterci su seriamente prima o poi si perde il senso della misura.

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    3. No, no sono d'accordissimo.
      Il mio "l'approccio light è corretto" era riferito dal punto di vista del loro profitto, non pedagogico.
      Fare una cosa come "la vita è bella" è assurdamente difficile. E peraltro ha sollevato le stesse identiche critiche da alcune comunità ebraiche.

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  10. Non lo trovi quantomeno curioso?
    "La vita è bella" è stato criticato dalla comunità ebraica (che si è sentita tirata in ballo)... Ma che non era il destinatario... poiché era rivolto alle persone superficiali che avrebbero preferito evitare l'argomento...
    Pif... in generale (con molta "tolleranza" nell'accostamento) viene criticato dai giovani che hanno sale in zucca (che si sono sentiti tirati in ballo)... Ma che non sono i destinatari... poiché è rivolto a quei giovani superficiali (temo la maggioranza, quindi è adatto il mezzo televisivo) che preferirebbero evitare certi argomenti.
    Con le dovute cautele... e limiti... Io ci vedo qualche similitudine...

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  11. P.S. Anche gli adulti superficiali... sono la maggioranza.

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  12. P.P.S. Poi scegliete voi l'aggettivo che più vi aggrada... Superficiali... Semplici... Stupidi... Ignoranti... Insomma, facili da influenzare... difficili da "educare?" Tocca usare trucchi... o livelli di linguaggio adatti... sia per giovani che per grandi...
    Non tutti... lo ripeto a scanso di equivoci... ma sempre molti

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  13. L'approccio light è quello per cui EFFETTIVAMENTE ho visto molti miei coetanei e coetanee (sì, perché sono gggiovane) approcciarsi a certe cose attraverso Pif. Quando Pif ha parlato di cose serie, non faceva ridere. Per cui sì, funziona come approccio, è inutile negarlo; non è colpa di Pif se Aldo Grasso 'n capisce un cazzo. Ma poi tu Faina sei ancora gggiovane?

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  14. Dimenticatevi per un istante di Aldo Grasso e di quella viscida patina di indulgenza e buonismo che spande a piene mani nelle sue illustre recensioni di stocazzo

    è una bella frase.
    A me onestamente Pif non dispiace quando fa il testimone.
    Ma non vedrò il suo film perchè l'han pubblicizzato troppo e a mi me sta sui cojoni.
    Guardo le iene e c'è Pif, ogni cazzo di volta che passo su mtv c'è la pubblicità del film di Pif. Fanculo, ha rotto il cazzo.
    Anche perchè, solitamente, quando una cosa è molto pubblicizzata mi delude sempre.

    e comunque devi capire che anche se tu non sei un bambino down il mondo è fatto da bambini down. Quindi devi adeguarti oppure continuare ad esprimere la tua indignazione.
    Sono con te, porco dio.

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  15. Regola d'oro della comunicazione:
    La complessita' della forma di un messaggio e' inversamente proporzionale alla quantita' di persone cui e' destinato. ;))

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