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06 settembre, 2013

Lei è affetto da un grave caso di Giornalismo Italiano


"Non può essere una banale coincidenza: quando Federica ha finito di respirare anche il suo blog si è bloccato. Non si apre più. E di sicuro non è un caso: quello che batteva su internet era il suo secondo cuore."

Questo è l'attacco di un articolo apparso su La Stampa, che parla di Federica Cardia, ragazza di 31 anni recentemente deceduta per un tumore.

O forse è l'inizio di uno stucchevole romanzo rosa ambientato nel mondo dei gggiovani che c'hanno un blog. Scritto da un tizio che probabilmente quando gli dici le parole "computer" e "giovani" comincia a sudare freddo e borbotta "mmm...facebook?" prima di battere in ritirata inventandosi un impegno inesistente.


Un giornalista capace, no? Uno che sa cosa significa stare sul pezzo, uno che nella contro(?)cultura giovanile informatica ci sguazza come un pesce. Un professionista integerrimo, con competenze, che scrive con cognizione di causa.

Mica uno di quei soliti allarmisti che ci tengono a mettere in guardia le mamme italiane contro il pericolo che noi gggiovani corriamo usando Facebook, no, questo illustre giornalista sceglie di abbandonare facili soluzione populiste e schierarsi dalla parte opposta: Internet non è mica lammerda, signora mia, manco per sogno. Ci sta anche il lato positivo dell'Internet! e mo' te lo spiego io signora mia: questa c'aveva un tumore, e c'aveva un blog che ne parlava, ma ora questa è morta, e pure il blog con lei, capito signora mia?? Non ti senti già commossa? Non ti si scalda il cuore a leggere di questa toccante storia di vita quotidiana che mescola una gggiovane, una tragggica morte, un pò di Internet, e tanto tanto sentimento?

Che sublime esempio di retorica incanta-massaie. Che raffinata trappola per gonzi il cui massimo svago culturale deve consistere in leggere Panorama una volta al mese. Ogni sillaba delle poche frasi che ho riportato all'inizio è come un sorriso di Barbara D'Urso, come Signorini che fa l'occhiolino complice, come una risata sincera di Simona Ventura.

Giornalismo, signori e signore.



9 commenti:

  1. "Ogni sillaba delle poche frasi che ho riportato all'inizio è come un sorriso di Barbara D'Urso, come Signorini che fa l'occhiolino complice, come una risata sincera di Simona Ventura."

    Poesia.

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  2. Io realtà è successo il contrario. Non hai mai sentito la leggenda di quella piattaforma blog dove se crasha il tuo sito muori anche tu nella realtà? Credo ci abbiano fatto un film ma pure quello, se lo vedi, poi ricevi una telefonata che ti avverte che tra tre giorni morirai.

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    1. Oh già, anche secondo me dev'essere stato così. Anche Blogspot mi pare funzioni così. Ogni tanto la piattaforma crasha e l'utente coinvolto muore...

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    2. Io invece ho sentito dire che i blogger hanno sviluppato alcune strane forme di sette religiose. Facendo strani riti da hacker e scaricando certe app, nelle notti di Calendimaggio e Ognissanti possono trasferire la loro anima nel blog e vivere come immortali dati del web o virus dopo la morte del corpo fisico. Ecco perché oggigiorno i blog spuntano come funghi

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  3. In effetti, con quel cognome faceva più figo soffrire di cuore. Non c'era bisogno di parlare di cancro al colon.

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  4. che catzo, oggi esistono fior di commentatori
    i commentatori profescional di cui tengo apposito albo
    che per una modica cifra ti tengono in vita un blog, anche dopo il trapasso
    Albo dei profescionals

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  5. azz... pensavo avessi storpiato l'inizio dell'articolo, non volevo credere fosse possibile che un giornalista avesse scritto una cosa del genere. Stavo già pensando "la solita merda"
    E invece è tutto vero , ggente...

    soprattutto il "E di sicuro non è un caso". Veramente, l'autore sarebbe da picchiare a colpi di mouse.

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  6. Io quando ho cancellato il profilo Netlog mi sono beccato un tumore ai reni. Cose che capitano.

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  7. Hai messo il coso deii commenti facebook??? cmq ti riporto un altrra frase dell'articolo che forse ti è sfuggita: "Il sito è esploso in pochi giorni e per tenere aggiornati tutti, tanti malati e una marea di sconosciuti che sono diventati fan, Federica ha dovuto fare i salti mortali: un messaggio sul blog, un altro su Facebook e qualcuno anche su Twitter."
    I SALTI MORTALI CAPITO? Per scrivere quattro messaggi su facebook e twitter. I SALTI MORTALI.

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