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03 novembre, 2011

Londra

Vorrei un Mac-Quello-Che-Vuoi

Gli stereotipi sul fatto che a Londra si mangia di merda sono veri: persino il classico Fish‘n’Chips fa prevalentemente cagare un po’ ovunque, un miscuglio abnorme di “patatine” grandi cinque volti quelle a cui siamo abituati e pesce fritto talmente grasso che probabilmente quand’era vivo si nutriva di wurstel.

Pizza? Se per pizza intendete “pezzo di pane molto spesso con sopra una salsa rossa vagamente rassomigliante al pomodoro” allora benvenuti, siete nel posto giusto.

E’ curiosa inoltre l’abitudine che hanno di aggiungere a qualunque piatto degli abbondanti contorni di verdura immangiabile di cui si potrebbe fare tranquillamente a meno.
Mi ha colpito particolarmente una generosa porzione di palline verdi fosforescenti tutte raggrumate assieme e tenute ben fissate tra di loro da una pappetta anch’essa verde e fosforescente. Sostengo ancora che si trattasse di piselli, così, a occhio, ma un mio amico è portato a credere che fossero un elemento decorativo. Non saprei dirvi che sapore avessero.

Volete mangiare a Londra? Affidatevi ai kebabbari, ai panini contenenti tonno e altri pezzi di carne misteriosa, e agli onnipresenti MacDonald. Il vostro fegato vi ringrazierà regalandovi splendidi stronzi non filtrati dal colore ipnotico e dall’odore intenso e penetrante, ma almeno eviterete di passare la vacanza entrando e uscendo inappagati dalle finte pizzerie italiane che infestano la City.

Non capisco ‘ste pounds

Vi ritroverete sommersi da monetine dal dubbio valore che non riuscirete mai ad utilizzare in modo corretto. Pagate tutto con sonanti pezzi di carta e fottetevene altamente dei pence e di quello stronzo che li ha creati.

Mi faccio un goccetto

A Londra si beve buona birra a prezzi non esagerati.
Non cercate di ubriacarvi con cocktail del cazzo se non volete venire spennati e ritrovarvi più sobri di una suora: da quelle parti l’ago della bilancia è fermamente puntato sulla red bull più che sulla vodka, se capite cosa intendo.

E non vorrete certo spendere fior fior di quattrini per bere dei cazzo di analcolici travestiti da bombe etiliche. Puntate tutto sulla birra e vincerete facile.

Do you speak eh?

Avete presente la vostra professoressa d’inglese delle superiori che vi rompeva i coglioni con quelle interminabili lezioni su William Blake?
Bene, ora avete un motivo in più per desiderare di recarvi a casa sua e incendiarle l’appartamento al grido di “Non mi hai insegnato un cazzo di utile, puttana”.

Dimenticate tutto quello che avete imparato a scuola su come si parla inglese, dimenticate le coniugazioni dei verbi, dimenticate tutte quelle stronzissime regolette sulla consecutio temporum: a Londra basta conoscere i pochi vocaboli di cui avete bisogno e inserirli tutti insieme alla cazzo di cane in lunghe e balbettanti frasi prive di qualsiasi “pronuncia inglese”, il tutto accompagnato da convulsi gesti delle mani che serviranno a rendere meglio l’idea di ciò di cui state parlando.

E, quando il vostro interlocutore vi guarderà perplesso mentre starete disperatamente cercando di spiegargli che siete alla ricerca di un adattatore per il phon, ricordatevi con tenerezza le noiose e inutili ore di studio delle poesie di John Keats necessarie per meritarvi la sufficienza in quella fasulla materia scolastica che qui da noi definiscono “Inglese”.

Oggi andiamo a vedere questo

Fatevi un giro veloce a Buckingham Palace giusto per farvi qualche foto coi leoni giganti e poter dire di esserci stati e poi fiondatevi a fumare una canna a Green Park comodamente accasciati su qualche sedia a sdraio.
E’ gratis, tranquilli. La sedia, non la canna.

Per il resto, il Big Ben annoia dopo due minuti, Notting Hill è il sogno erotico di ogni vecchietta con la passione per i colori pastello, Piccadilly Circus è utile solo per farsi i trip e passare le ore a guardare le lucine colorate e le vetrine luccicanti dove espongono ogni tipo di cosa che non ti servirà mai ma che devi comprare assolutamente.

(N.B.: A Piccadilly Circus, di sera, verrete attaccati da frotte di bizzarri figuri che vi ripeteranno insistentemente “Disco, disco?”, seguendovi per diversi metri e porgendovi bigliettini. Sono innocui, l’equivalente inglese dei pr italiani che si mettono fuori dal liceo a consegnare volantini per l’ultima festa del cazzo nello scantinato con le luci strobo che dalle vostre parti chiamano discoteca. Rifiutate con garbo e fermezza, anche perché le discoteche dove vogliono portarvi sono dei covi di ragazzini stranieri minorenni ubriachi e cameriere che vi chiedono senza battere ciglio dieci sterline per una Coca Cola, il tutto mentre in sottofonda c’è l’ultima canzone di David Guetta.)

Lanciatevi su Camden Town appena potete e non tornerete più indietro, garantito. Fanculo London Bridge.


E’ il momento di alterare i miei sensi

A Londra potete trovare di tutto da chiunque, basta solo non comportarsi come dei polli. Verrete assaliti da personaggi ambigui un po’ dovunque, che insisteranno per vendervi tutto ciò che desiderate. Altrimenti, cercate il primo ragazzo italiano con i dreadlocks e l’aria di non lavarsi da una settimana, chiedetegli se vi può trovare qualcosa, e seguitelo docilmente fino all’appartamento occupato abusivamente dove convive con altri cinque italiani del sud che erano andati a Londra per una “breve vacanza” e sono fermi lì da due anni a spacciare e cazzeggiare.

Consiglio: non esagerate, soprattutto se trovate dell’Orange, a meno che non vogliate passare la vacanza stesi sul letto dell’hotel a mangiare biscotti e ridere della mancanza di bidet nei bagni.

Prendiamo la linea verde, scendiamo qua, prendiamo questa e questa poi cambiamo e scendiamo qua

Avete presente gli stereotipi sulla metro di Londra? Che è complicata, che è sporca, che c’è gente strana di ogni tipo, che puoi facilmente ritrovarti seduto a fianco di un negro di due metri in completo Armani grigio e di un punk con la cresta rosa reduce da una notte di birra e ketamina? Ecco, è tutto vero.

Si balla

Il Cable non è malaccio, ma il Fabric rimane il migliore, nonostante l’onnipresente coda all’ingresso. Una volta dentro vedrete solo ed esclusivamente vapore, cartacce, bicchieri e gente strafatta che vomita, balla o limona al massimo delle proprie capacità. Non fatevi prendere dal panico, difficilmente scatterà una rissa: sono tutti troppo scoppiati per rompersi le palle a vicenda.

Nota di riguardo per la musica: Pendulum è un fottuto pazzo.

Kiss me bitch

Le turiste, di qualsiasi nazionalità siano, le riconoscerete subito: sono quelle vestite meno da zoccole, al contrario delle ragazze inglesi, che a quanto pare non conoscono il significato della parola “freddo” e “volgare” e ostentano con incantevole nonchalance delle minigonne pro-stupro e chili di trucco pesante che le fa sembrare belle, dannate e sieropositive. Il tutto mentre soffia un vento tagliente e casca dal cielo una sottilissima pioggia ghiacciata e voi vi stringete nel caldo abbraccio del vostro giubbotto chiedendovi come fanno quelle puttanelle a girare mezze nude senza nemmeno un capezzolo duro in vista.

Le turiste spagnole le riconoscerete perché, stranamente, sono quelle meno appariscenti e meno mignotte.
Le italiane sono visibili a chilometri di distanza, principalmente grazie al loro potente tono di voce; le francesi invece si fanno notare per i loro fruscianti vestitini da nonne-porno e la loro malsana abitudine di girare per le strade di Londra a piedi nudi.

Pub & bar & beer

I classici pub inglesi dalla calda luce soffusa e zeppi di ubriaconi che urlano e brindano con enormi boccali di birra? Ce ne sono a pacchi, uno migliore dell’altro. Cari vecchi stereotipi, sempre affidabili. Alla salute.

Non mancano neppure i localini con i ritagli di giornale che parlano dei Sex Pistols appesi alla parete e i gruppi indie di sconosciuti aspiranti rockstar che si esibiscono su palchi di due metri per tre in mezzo al fumo delle sigarette. Il tutto, come sempre, condito da litri di birra. Cari, cari, cari vecchi stereotipi.



23 commenti:

  1. Oh cazzo William Blake!! Io mi sono dovuta imparare a memoria the tyger di the Songs of Experience e the Lamb di the Songs of Innocence. Ma poi perché??? Che me ne faccio??? Comunque c'hai ragione su tutto o quasi riguardo a Londra!

    The Life After

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  2. Io ho mangiato benissimo a londra: basta evitare qualsiasi locale inglese e fiondarsi su ristoranti spagnoli, cinesi, giapponesi, siriani, turchi, indiani e ordinare cose intraducibili che si scoprono essere veramente buone. Ovviamente se cerchi la pizza a londra sei un mentecatto.

    E la metropolitana l'ho trovata semplicissima, poi sulla pulizia da italiano non posso lamentarmi di nulla.

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  3. Londra è detta "la piccola Montefiascone". Ci sarà un motivo, no?!

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  4. Bravo Faina, questo è un bel post. Ti sei divertito e hai divertito. Grande la frase su Notting Hill. Luca.

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  5. sul cibo sono tutte minchiate. Londra ha 8 milioni di abitanti (forse 11) ed è larga come da torino a milano. . E poi davvero Il cibo fa schifo? mai minchiata piu grossa fu detta. Puoi trovare tutto ma proprio tutto quell che vuoi. E poi scusa eh, ma perchè vai a LONDRA PER MANGIARE LA PIZZA BUONA? Spiegamelo èerchè questo proprio non l'ho capito.Informati, gira, non andare da macdonald perche quello è una merda anche in italia. FIsh and chips? ce ne sono da leccarsi le dita, forse hai solo sbagliato il posto perche eri troppo fatto o troppo a camden town (che è una merda). Londra ha tutto quello che vuoi, perchè fossilizzarsi in un posto creato per i turisti? Non capisco. Di nuovo un sacco di minchiate. Fabric good? MMMM ci sono almeno altri cento posti piu fighi, piu innovativi, dove il punto non è ne il bere ne lo sboccare, ma il divertirsi, incontrare, conoscere e ascoltare musica. Prima di parlare stronzate almeno gira la citta un po' perchè metà o forse tre quarri di ciò che scrivi sono minchiate, e forse metà della città è più innovativa, divertente ed interessante di qualsiasi posto tu abbia mai visto. Ma forse hai visto solo camden town che, concordo, è veramente una merda.

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  6. @ Anonimo 2:

    "Ma forse hai visto solo camden town che, concordo, è veramente una merda"

    concordi con te stesso?

    comunque grazie per la tua illuminante precisazione su londra. ho adorato soprattutto la cura per i dettagli e i particolari, del tipo "altri cento posti" senza che tu me ne abbia citato nemmeno uno, e la tua divertente convinzione che io sia andato a londra per "mangiare la pizza buona" e cercare discoteche "fighe e innovative".

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  7. Di Londra ricordo per lo più il fish&chips preso in stazione che mi ha regalato una bella diarrea e le camminate assurde per risparmiare soldi (maledetta metro) rapidamente reinvestiti a camden town. Magliette bellissime ad un terzo di quello che costano in italia, cianfrusaglie, oggetti d'antiquariato e tutto ciò che la mente umana può concepire. Come cazzo si fa a dire che è una merda. Ah già, quasi dimenticavo il cazzo di treno che mi passava a dieci centimetri dalla finestra della camera...fottuti binari sopraelevati.

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  8. faina lo pija in testa

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  9. @Anonimo: a parte che "Parlare" sarebbe intransitivo (che hai fatto, la terza elementare?) e un minimo di competenza linguistica a suffragare le proprie idee sarebbe un minimo; Faina mica ha scritto una guida turistica, per Dio. E poi, francamente, temo che la Londra odierna non sia più quella di Samuel Johnson ("A Londra c'è tutto ciò che la vita può dare: chi è stanco di Londra è stanco della vita."). Infine: perché incazzarsi come una troia mestruata a cui hanno scippato le ultime pianelle argentate in saldo? Luca

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  10. Il verbo parlare, pur essendo un verbo intransitivo, viene alle volte usato, per lo meno in alcune città italiane (Trieste, per esempio) in modo transitivo: "non parlare stronzate" viene usate dai triestini quando hanno la sensazione che qualcuno stia dicendo minchiate, come io ho avuto nei confronti di faina. Per continuare, mio caro amico professore,se richiedi competenze linguistiche, come minimo, pretendo che tu ne possegga alcuna e le ripetizioni sono la cacofonia più insopportabile che un linguista come te possa scrivere. Perchè incazzarsi come una troia mestruata? Guarda che ti sbagli, a dir la verità mi diverte sempre leggere le stronzate che la gente scrive su internet, e più ancora mi diverte vedere che ogni volta c'è qualcuno pronto a risponderti. Era solo un modo per dire esprimere la mia noia nel sentire racconti di italiani che vanno all'estero per lamentarsi del cibo. Sfigati. Marco

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  11. @ Marco:

    grazie per aver espresso la tua noia allora. la prossima volta se ti annoi magari prova con un film comico, o a farti una sega, o con un buon libro, dicono che funziona.

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  12. Esperienza ricca.

    Ti critico solo sul pagare in banconote. Non sopporto avere il protafogli pieno di cazzo spicci.

    Ed è vero che le Inglesi si conciano in una maniera che porca puttana. Però ero rimasto che in giro a piedi nudi ci vedo solo le Americane.

    Quantomeno a Roma.

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  13. Ma andavi anche tu in giro con la felpa I love London?

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  14. Notting Hill è anche il mio di sogno erotico. Faina che post di merda però.

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  15. Te lo dice una blogger densa di contenuti. Originale, soprattutto. :)

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  16. "dicono che FUNZIONI"

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  17. Fai' sto mangiando in questo esatto momento un fish'n'chips buonissimo in un pub della City.

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  18. faina, io adoro Londra, ci son stato 3 volte e sto pianificando la quarta... città troppo bella e incasinata per comprenderla tutta in una sola volta, ognuno ci trova un aspetto che piace... nel caso mio ho trovato molti aspetti che me ne hanno fatto innamorare!

    cmq... in tutti questi viaggi, ho sempre mangiato di merda a londra! fish&chips grassissimi, mcdonald's o burger king garantiscono un gusto commestibile ma alla lunga uccidono...non vado certo a mangiare italiano poi a londra...mangiare nei pub è sempre un terno al lotto (tranne la mitica colazione!).

    si salva solo camden con le bancarelle di cibo etnico e... la chicken baguette! (mangiata in un posto che alle 5 di mattina era ancora aperto! spettacolo...)

    ti manca brick lane cmq!!

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  19. aggiungo che dopo essermi fatto spennare al Fabric prendendo solo cocktail ed uscendone perfettamente sobrio... le volte successive mi sono dedicato solo alla birra con notevoli soddisfazioni!!

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  20. Urgh, sembra la descrizione di Londra fatta da un sedicenne in gita con la scuola.
    Laura

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