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23 settembre, 2011

Alcool, Cannabis, Cocaina, Ketamina, LSD

Perché la gente si droga?
Bella domanda.

Bevo quattro birre da mezzo litro, due vodke alla pesca, una vodka alla menta, due rum e pera, quattro limoncelli.

Ondeggio delicatamente e le gambe si fanno pesanti, non sento più il freddo anche se ci sono solo cinque gradi, non riesco a distinguere con precisione ciò che vedo: una nuvola nera mi offusca la vista.

Faccio fatica a parlare chiaramente, per cui mi limito a gesticolare per interagire con la gente: “andiamo in bagno?”, “andiamo a fumare?”, “prendiamo qualcos’altro da bere?”, tutte semplicissime frasi che possono essere rese alla perfezione tramite pochi, semplici segnali.

Mi inserisco nelle conversazioni della gente a sproposito, intervenendo alla cazzo di cane, emetto dei borbottii senza senso, fraintendo il significato di ciò che mi viene detto, parlo con un tono stridulo e mi lascio scappare delle cose che avrei fatto meglio a non dire.

Ho la bocca impastata, mi mangio le parole.

Abbraccio gente, stringo mani, lancio sguardi che vorrebbero essere accattivanti ma che in realtà mi fanno sembrare un maniaco sessuale che cerca di convincere una bambina a toccargli il cazzo, non riesco a tenere su le palpebre, mollo amichevoli pacche sulla schiena a persone che non conosco e che spesso e volentieri si girano a guardarmi con l’aria di volermi picchiare ma che lasciando perdere quando si accorgono che sono ubriaco e non so nemmeno dove mi trovo.

Incontro gente ubriaca quanto me che conosco solo superficialmente e ci lanciamo in lunghe e farneticanti discussioni, ci offriamo da bere a vicenda, ci comportiamo come amici per la pelle, sapendo già che il giorno dopo faticheremo a ricordarci di esserci incontrati.

Quando è ora di ordinare da bere non mi faccio problemi su chi spingo o a chi pesto i piedi per arrivare al bancone. Urlo alla barista le ordinazioni, gesticolando, incitandola a fare presto. La barista mi guarda disgustata ed esasperata ed esegue ogni mio ordine.

Quando vado al cesso a pisciare, se c’è troppa fila, la faccio nel lavandino, mentre la gente mi guarda schifata.

I buttafuori mi tengono d’occhio, costantemente.

Se cerco di accendermi una sigaretta, mi cade a terra una volta su tre.

A fine serata vomito ai bordi della strada. Uh, è un pezzo di wurstel, quello?

Accendo la canna e tiro una boccata. Espiro. Un’altra. Espiro. Un’altra. Espiro. Non sono io che lo sto facendo: o meglio, non riesco a credere che lo sto facendo. Mi sembra tutto molto irreale.

E’ tutto troppo freddo e materiale: io sono una creatura libera e coraggiosa, che vive per i sentimenti e non si lascia scoraggiare dalla tristezza che c’è nel mondo. Solo dopo aver terminato questo contorto ragionamento mi accorgo di quanto sono fumato, e mi metto a ridere. Rido, rido fino a che non mi scendono le lacrime. I miei amici mi guardano con un’espressione curiosa sul viso: cosa c’ha da ridere sto qua? Poi distolgono lo sguardo e ricominciano a parlare dell’ultimo porno che hanno visto mentre la canna gira e gira e gira.

Cerco di spiegare ciò che sto pensando e non ci riesco. O meglio, il concetto ce l’ho ben chiaro, ma non esistono le parole per esprimerlo. Devono ancora inventarle. O forse esistono, ma io non le conosco. Ma chi se ne frega? Dovrebbero capirlo telepaticamente, senza che io glielo spieghi a parole. Il mondo si basa troppo su quello che diciamo e non diciamo. Dovremmo imparare a vivere la vita semplicemente stando in silenzio a ridere e trasmettere telepaticamente le emozioni.

Sono molto profondo e geniale, quando fumo mi rendo conto che ho delle idee brillanti e che potrei fondare una mia scuola di pensiero trascendentale e cambiare in meglio il mondo. Poi mi metto a fare supposizioni sul numero di capelli che ha un essere umano e mi lancio in complicati calcoli privi di basi scientifiche per riuscire a trovare una risposta a questo stupido interrogativo.

Faccio un tiro, espiro. Faccio un tiro, espiro. Quante ne ho fumate stasera? Tre, cinque? Due, sei? Che ora è? Quanto tempo fa ho fumato l’ultima? Le chiavi della macchina dove le ho messe? Perché ho questa fame del cazzo?

Quella finestra sta vibrando? Ehi, qualcun altro vede quella finestra che vibra? Sembra che stia per decollare. Ah, no impossibile, è l’effetto dell’erba. Mi rendo conto che non è possibile che una finestra si metta a vibrare e a librarsi nell’aria, ma ciò non toglie che la sto guardando e, porca troia, sta volando.

Rido.

Non riesco a smettere di ridere. Poi, all’improvviso ci riesco. Ho fame. Mi rendo conto che un mio amico mi sta dicendo qualcosa. Credo di aver capito cosa ha detto, e gli rispondo, ma la mia risposta non gli va bene. Ho capito male io o si è espresso male lui? Ne discutiamo per un po’. Poi finiamo la canna. Poi cambiamo discorso.

Ho fame.

Mi brucia la gola. Domani so che tossirò tutta la mattina.

Qualcuno sta rollando di nuovo. No, basta, per questa sera ho fumato anche troppo. Ho paura di fumare di nuovo. E se muoio intossicato? Ho paura. Mi sembra tutto contro di me. E’ tutto così buio. Queste ombre mi spaventano.

Poi un mio amico inciampa e si lascia scappare una bestemmia creativa. Mi metto a ridere e mi accorgo che nessuno ce l’ha con me. Rido. Rido fino a che qualcuno non mi passa un’altra canna. Mi faccio un tiro, espiro. La testa mi si svuota. O mi si riempie? Fumo, tanto fumo davanti agli occhi.

Rido, non so fare altro. Ma chi se ne frega?

La mattina dopo tossisco molto e sputo pezzi di catarro giallastro nel lavandino.

Mi tappo una narice con il pollice e avvicino il naso alla custodia del cd. Sopra quella liscia superficie di plastica ci sono tre strisce di coca. Tiro su col naso come un aspirapolvere.

Divento la persona più allegra del mondo. Cosa cazzo ci faccio qui seduto?

Devo muovermi. Devo ballare, devo camminare. Ho bisogno di movimento. Non ho mai avuto gli occhi così spalancati in vita mia. Sonno? Stanchezza? Che cazzo di significato hanno queste parole? Facciamo qualcosa. Senti questa musica. Mi prende bene. Ballo. Posso ballare per ore. Posso ballare senza sentire la fatica. Sono caldo, caldo, caldo. Sto schizzando. Come un geyser.

Il cuore mi batte forte e potrei correre la maratona mentre scopo dieci vergini e sollevo automobili con la sola forza di una mano. Sono un’irresistibile macchina da sesso e sono in grado di fare cose che gli altri non si sognano nemmeno. Sono il migliore, sono il più affascinante.

Stasera posso fare di tutto, voglio fare di tutto. Di tutto. Posso provare qualsiasi cosa e farla in maniera perfetta. Cazzo che voglia di saltare. Pompare coi piedi per terra e spiccare un salto del cazzo e atterrare al suolo con forza e grazia come un ninja che si lancia da un tetto.

Nessuno mi può fermare, nessuno lo vuole fare. Mi vogliono tutti bene, e io voglio bene a tutti. Ci stiamo divertendo tutti assieme, no? E allora continuiamo a divertirci fino a che non radiamo al suolo questa cazzo di discoteca.

Sarò l’attrazione della serata.
  
Ho le mani che si muovono a ritmo, le braccia che sembrano fili elettrici impazziti, il collo si muove di scatto a destra e sinistra, la mascella che si vuole staccare dal cranio, la schiena che si contorce.

Ho una corrente elettrica dentro che mi sta facendo esplodere, sembro la ragazzina dell’esorcista mentre il diavolo le infila aghi acuminati su per il culo!

Questa serata è semplicemente meravigliosa, cazzo! Non mi sono mai divertito così tanto. Sono tutti qui per fare festa e io non li deluderò.

Quando torno a casa mi butto a letto e non riesco a prendere sonno. Vibro, sono un terremoto, il mio corpo si muove da solo. Il sangue mi pulsa in testa.

Mi avvicino il pollice alla narice e tiro. La ketamina mi sale su per il naso e sparisce da qualche parte. Chissà quanto ci vorrà perché faccia effetto.

Comincio a distaccarmi dalle cose. Sono un osservatore esterno, faccio diverse cose e allo stesso tempo guardo me stesso mentre le faccio.

Prendo da bere, bevo, esco a fumare, fumo, vado a pisciare, piscio. Ballo. Sto facendo queste cose con il corpo, ma la mente si limita ad osservare. Ho la testa da un’altra parte.

Mi accorgo che faccio passi molto lunghi. Con un passo riesco a percorrere tre metri. O sto semplicemente facendo tantissimi passi? No, no, ne sono sicuro, le gambe mi si sono allungate. Percorro tratti di terreno volandoci sopra. Dal cesso al bancone del bar ci metto cinque o sei passi, e dire che sono alle estremità opposte della discoteca.

Le mia mani vanno per conto loro. E anche le braccia. Mi muovo a ritmo con la musica e quando allungo un braccio ho paura di colpire il tizio a fianco a me. Mi sembra di allungarmi, ho la testa pesante, sono fatto di gomma. Me l’avevano detto, ma non ci credevo.

Ho il pilota automatico. Mi allungo da un posto all’altro. Mi piego. Sono elastico, indistruttibile. Mi gira la testa, ma se la muovo mi viene la nausea. Tutto questo lo osservo da lontano: sta capitando a un altro, non a me.

Un mio amico si accorge di come sto e mi avverte di non fumare e non bere. Io esco a fumare. Mi accendo la sigaretta, faccio due tiri.
La testa mi si svuota, mi sale la nausea, sudo freddo, mi sento morire. Ma sono molto lucido.

Vomito in un angolo. Rimango lì, con le mani appoggiate al muro, la testa incassata fra le spalle, sputando bava, con gli occhi chiusi e le gambe che tremano. Non so per quanto tempo resto fermo così. Sento la musica, sento le voci della gente, ma non apro gli occhi, non faccio nulla.

Dopo qualche tempo arriva un buttafuori e mi spinge fino all’uscita.

Il cartoncino di LSD si è quasi completamente sciolto.  Ormai è diventato una minuscola pappetta molliccia e lo buttò giù.

Non succede un cazzo per almeno un’ora. Questa roba non funziona, cioè, mi sembra di essere leggermente più allegro ma cioè, non è che sia questa gran cosa. C’è di meglio, no? Non mi ha fatto un cazzo.
Dove sono gli effetti psichedelici? La felicità? Che schifo. Era solo uno stupido, minuscolo pezzetto di cartone. Ehi guarda, è caduta la cenere della sigaretta per terra. Guarda come si è disposta sul pavimento, osserva la complicata geometria che ha formato! Certo che la vita è proprio strana e variegata e il mondo offre sempre cose nuove e affascinanti da scoprire, per chi ha occhio e voglia di scoprirle. Scoprirle? Scoprire tesori? Come Indiana Jones. Quel tizio aveva un cappello marrone e andava in giro con la frusta. Il caro vecchio Indiana. Vorrei avere un cappello come il suo. Marrone. Diavolo, quanto desidero un cappello come il suo. Forse dovrei uscire a comprarlo. Ci sarà pure una bancarella qui da qualche parte dove vendono cappelli da Indiana Jones. Chissà chi li fabbrica. Probabilmente ci sono centinaia di bambini denutriti e sfruttati in Vietnam che stanno fabbricando proprio ora cappelli da Indiana Jones affinché dei giovinastri fatti di LSD li comprino impulsivamente e poi non li indossino mai. Già in effetti mi vergognerei a girare con il cappello da Indiana Jones. Ehi, aspetta, a cosa stavo pensando prima? Ah, già, ai giovinastri fatti di LSD. Sono fatto di LSD! Me ne rendo conto ora. Questa roba è strana. Non saprei descriverla. Certo è che lo sguardo vaga molto. E’ così difficile concentrarsi! Mi rendo conto che non ci riesco proprio. Non riesco a finire un discorso senza pensare a qualcos’altro. In effetti adesso sto già pensando ad altro. Ma a cosa? Ehi, qualcuno mi dia una sigaretta. Una sigaretta. Una sigarettaaaa. Sto pronunciando la parola sigaretta in modo strano. E’ divertente. Mi accorgo che il mio amico mi sta guardano e sta ridendo come un indemoniato. Gli lacrimano gli occhi dal gran ridere. Mi metto a ridere anch’io, vagamente consapevole del perché. Ridiamo entrambi un sacco, poi lui cerca di spiegarmi perché stava ridendo, ma io non lo capisco, o forse lui non riesce a spiegarsi bene, allora ricominciamo a ridere perché ci accorgiamo dell’assurdità della cosa, e a un certo punto lui scoreggia, e io rido ancora più forte, qualcuno mi aiuti a smettere di ridere! Ridiamo come due bambini, ehi, ma quella è una televisione accesa? Quello è un video dei Black Eyed Peas? Santo dio, ma quante luci fosforescenti ci sono in questo video? Uno spettacolo esaltante. La mia pelle è così morbida. Il tavolo è lucido. E sporco. I sassi sono ruvidi. Che sensibilità! Ho una nuova sensibilità. Il mio senso del tatto si è evoluto. Qualsiasi cosa con cui vengo a contatto mi trasmette sensazioni differenti da quelle conosciute. Il mio amico sta facendo una capriola. Non so il perché, deve avermelo detto, ma non ascoltavo. O forse me lo sono dimenticato. Che pace! È tutto molto semplice e divertente. Divertente. Diiiiveeertenteee. Ho detto divertente? Come l’ho detto? Divertentissimo. Segnali sconnessi. Parole in libertà. Pensieri che si intrecciano come lampi velocissimi e si aggrovigliano in un gomitolo di lana elettrico del cazzo che sfida le leggi divine e comanda il filo conduttore segreto del mondo con la sua pura forza e il suo inesplicabile potere eterno. Che cazzata. Che finta frase intellettualoide da finto scrittore disperatamente alla ricerca delle parole giuste per rendere comprensibile una sensazione ancestrale e meravigliosa indescrivibile cazzo se tutti provassero questa roba una volta nella vita una volta nella vita basterebbe una volta nella vita.
Il mio amico sta ancora facendo capriole. Scoppio a ridere.
Durerà tutta la notte fino all’alba, questo casino?

Il corpo non risponde il cervello è in tilt non hai il controllo quello che fai non è colpa tua lasciati andare lasciati andare quel che succede succede e chi se ne frega le conseguenze non sono un problema le conseguenze non sono un problema le conseguenze non sono mai state un problema quel che succede succede e chi s’è visto s’è visto ormai non puoi tornare indietro quindi lascia che le cose vadano come devono andare non opporti non ha senso non funzionerebbe mancano ancora molto molte molte ore al mattino hai tutto il tempo del mondo per recuperare hai tutto il tempo del mondo per recuperare, hai tutto il tempo del mondo per


20 commenti:

  1. Gran post.

    Dalle recensioni di film e di programmi televisivi alla recensione delle droghe.
    Bel salto.
    Anche se avrei gradito un giudizio finale con le stelline, da consultare eventualmente nel fine settimana.

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  2. 5 stelline all' LSD...

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  3. ...morire di overdose come un povero coglione.
    Anche se in quel caso le conseguenze non sarebbero certo un problema.
    Comunque bello il post, e anche la mancanza di punteggiatura nel finale.

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  4. e c'e' ancora chi si domanda perche' la gente beve e si droga. e comunque i funghi sono un'imperdonabile omissione.

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  5. Faina.

    Bravo. Ricordo un post simile in passato, ma questo è meglio, e il finale è da brividi.

    Ora capisco chi ha detto (forse Sciuscia?, non ricordo) che sai esprimere il disagio di una generazione.

    E niente, questo è un post serio e merita un commento serio.

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  6. Figurati se posso aver detto una puttanata simile.

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  7. Hancock, Mr Fantastic, Prof. Charles Xavier, con qualche striscia su tavola da surf di Silver Surfer

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  8. @Faina: certo che sono vivo! giro di blog in blog commentando raramente e sporadicamente, senza possederne uno...fico no?

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  9. da quand'è che esiste l'overdose da LSD?

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  10. Il fatto che la probabilità di finire in overdose da LSD sia bassa non vuol dire che non ci sia ALCUN pericolo di finirci; quello che intendevo dire nello specifico è che il più delle volte si crede di avere il completo controllo della situazione pur non sapendo come reagisce l' organismo ad ogni stimolo; basta veramente poco per fottersi, e la stupidità non aiuta di certo. Quindi direi: da quando esiste l'LSD.

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  11. Mi vengono i brividi a pensare che non tanto tempo fa (si direbbe da giovane) ero nelle tue stesse condizioni, ed ero convinto anche di essere speciale...dopo tutto passa, nel bene o nel male passa.
    (per curiosità, ma quanti cazzi di anni hai?)

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  12. Probabilmente hai trovato il cadavere di Burroughs, perchè mi sembra di riconoscere il rumore della sua fredda mano mentre ti fa una sega.

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  13. ricordavo questo post. hai aggiunto l'lsd e va bene, bravo, veramente degno di nota, però manca ancora un sacco di roba. Tra gli immancabili che devi assolutamente inserire ci sono i funghi (come dice anche bob) e l'oppio. dai che la terza recensione sarà quella giusta e completa.
    Il finale è proprio bello.

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  14. bravo! mi sono immedesimato talmente tanto che ora c'ho i postumi.

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  15. Naaaa però così la parte finale del collasso è sconnessa, non ha più un filo logico col discorso, la parte dell'LSD doveva essere messa prima, o comunque non a dividere la frase del buttafuori col finale.

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  16. Bravo, scritto molto bene, mi appaga, quindi va bene per una generazione ormai obsoleta come la mia,spero che scriverai ancora così, è utile per autocompiacermi di credere di capire ciò che scrivi.In fondo ci si deve accontentare,è quasi gratis.

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  17. "Perchè la gente si droga?", in realtà, è una domanda abbastanza semplice.
    Per sentire piacere, e/o non sentire dolore.

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  18. Bel post, ma l'lsd non la puoi spiegare a parole, non ha niente a che vedere.

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