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05 agosto, 2011

Politically correct


Ieri stavo pensando che chiamarli "Mentalmente disabili" invece di handicappati o ritardati non li aiuta ad acquisire quei 25 punti QI in più necessari per riuscire a non sbrodolarsi sul mento ogni volta che mangiano un piatto di minestra. 

Però noi ci sentiamo persone migliori se li chiamiamo così, quindi in definitiva penso che questa faccenda sia fortemente intrisa di ipocrisia.
(bravo faina, hai scoperto l'acqua calda)
Pertanto, continuerò a chiamarli ritardati o disabili o mongoli, a seconda di come mi viene al momento, senza star lì ogni volta a pensare "Oh mio dio, chissà se il tizio down mi ha sentito e ora si sta struggendo dentro di sè riflettendo sulla crudeltà del cuore umano?"

Se dovessi arrovellarmi così ogni volta che temo di aver involontariamente insultato qualcuno, starei tutto il giorno a chiedermi "Oh mio dio, chissà se quella ragazza se l'è presa perchè mi sono riferito a lei insinuando che il suo approccio alla vita avesse molto in comune con quello di una sgualdrina?" e "Oh mio dio, chissà se il mio amico se l'è presa perchè l'ho accidentalmente apostrofato con termini che possono far intendere che io abbia visto di sfuggita il suo pene durante una pisciata di gruppo in campeggio e l'abbia giudicato considerevolmente al di sotto della media e pertanto meritevole di essere deriso?".

E' un pò come dire che non hai proprio un cazzo di niente contro i gay, ma poi quando prendi per il culo uno lo chiami finocchio. E non lo fai perchè i gay ti stanno sul cazzo, lo fai perchè finocchio è un insulto bello valido.

E quindi, vorrei lanciare un appello a tutti i benpensanti là fuori nel mondo: non prendetevela se noi, gente volgare e sconsiderata, usiamo certe brutte parole cattive. Sono solo parole. Le parole non fanno male a nessuno. Le parole, nella maggior parte dei casi, sono gettate là alla cazzo di cane, usate senza troppo rifletterci sopra. Ogni volta che bestemmio non lo faccio perchè odio Dio e sono convinto che abbia le sembianze di un cane, io bestemmio perchè mi viene naturale per sfogarmi quando lo stronzo dietro di me suona il clacson appena il semaforo diventa verde.

Una bestemmia non è sempre necessariamente una critica a Dio, molte volte una bestemmia è solo una sfilza di parole senza un complesso e intricato messaggio di fondo, così come a volte "ritardato" è solo una parola, non un codice cifrato che nasconde un viscerale odio assassino per la gente con la sindrome di Down.

Certe cose bisognerebbe proprio spiegarle ai benpensanti. Il loro problema è che non ci arrivano proprio e stanno sempre a pensare male di tutto e tutti.
Loro sì che sono dei ritardati.


TEST: SEI UN BENPENSANTE?

Guarda la foto per cinque secondi.



 RISULTATI:

SE hai guardato il Gabibbo, sei un BENPENSANTE - Nel Gabibbo vedi l'icona di Striscia la Notizia, simbolo di moralità e rettitudine, un alfiere della giustizia che combatte la corruzione e smaschera i malandrini che affliggono la nostra insudiciata società. 

SE hai guardato le tette di Juliana Moreira, sei una PERSONA NORMALE - Nelle tette di Juliana Moreira vedi l'icona della Figa con la F maiuscola, simbolo della vitale sessualità che contraddistingue ogni essere umano sano di mente.



"Non puoi mica scrivere "Tette e Culi" su un'insegna. Perché no?. Ma perché è volgare, è sporco, ecco perché. Le tette sono sporche e volgari? No, non mi prendi in trappola: non son le tette, son le parole. Le parole. Non si scrivono certe parole, dove anche un bambino può vederle. Il tuo bambino non ha mai visto una tettina? Non ci credo. Credo invece che per te siano proprio le parole ad essere sporche."
(Lenny Bruce)

19 commenti:

  1. Perchè nella foto c'è anche il Gabibbo?

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  2. Una volta che le parole sono nella tua bocca sei il loro signore, una volta che escono sei il loro schiavo.

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  3. Io vedo maiuscolo anche il resto... IGA!

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  4. che poi alla fine chi si scandalizza per questi tabù a doppio corsia col semaforo (puoi pregare Allah ma non disegnarlo, puoi vedere le tette ma non nominarle, puoi non avere nulla contro le mignotte ma se sono in un bar e voglio salutare un'amica di cui non ricordo il nome e la chiamo con l'appellativo "troia" piuttosto che "ornotorinca" o "avvocatessa" ti giri scandalizzato) alla fine conincide sempre con il disabile mentale in grado di fare discorsi fondamentalisti sui "valori fondanti" o su "la persecuzione giudiziaria" o su "però questi finocchi che si sposano...", che in confronto trovi più ragionevole un arborigeno che si infila un bastone nell'orecchio o nel culo per compiacere gli spiriti.

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  5. Faina, cosa ti sei fumato? Cemento armato?! Guarda che il gabibbo non c'è nella foto. Ho controllato pure sotto la gonna. Non c'è proprio! Ha ragione Josef K.

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  6. "Noi addestriamo dei giovani a scaricare napalm sulla gente, ma non permettiamo loro di scrivere CAZZO sui loro aerei perchè è osceno"

    Apocalypse Now

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  7. lo prendiamo nel culo da quando siamo nati e stiamo a preocuparci se dire Mongospatico ricchione a Bossi offenda i disabili o coloro che hanno gusti sessuali diversi dalla massa?
    E' come preoccuparsi di dare le spalle al pubblico che batte le mani mentre il boia ti sta ghigliottinando.

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  8. Secondo me ha ragione Apocalypse Now.

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  9. Handicappati=che portano un handicap. I diversamente abili hanno un handicap? sì. Quindi è un offesa? no. E' più offensivo verso di loro vederli per quel che sono ed accettarli, oppure diventare rossi al solo pensiero di pensarli con un qualche problema? E' più crudele dirgli la verità, o illuderli di avere le nostre stesse possibilità per mettere in pace la nostra coscienza che ci dice che non lo assumeremmo mai nella nostra azienda?

    Le parole sono importanti, le parole sono pensiero: chiamarli handicappati vuol dire prendere atto del loro reale stato, che è il primo passo per risolvere ogni problematica. Chiamarli "diversamente abili" vuol dire che basta dargli le stesse possibilità degli altri ed anche loro potranno ottenere gli stessi successi delle persone "normodotate" attraverso le loro "diverse abilità", il che NON E' ASSOLUTAMENTE VERO. Vuol dire dargli un m16 in mano e poi buttarli nella giungla della vita ad uccidere Vietcong come se fossero come tutti gli altri soldati. Vuol dire permettergli di addestrarsi insieme agli altri con il Sergente Hartman.

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  10. Oddio. Io sono rimasto fissato per tutti e cinque i secondi sull'ascella del Gabibbo: "Ma quelli sono coni gelato? Noooo, non può essere. E invece sì! No, non è vero. Beh, uno è un cono, l'altro sembra una cestina. Ma perché il Gabibbo ha dei gelati sotto l'ascella?"
    In quale categoria rientro?

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  11. avevo dimenticato juliana, grazie. ti muovo un'obiezione faina, il problema dei tempi moderni e' che troppe parole sono buttate li' a cazzo, proprio come dici tu, e il risultato e' che hanno perso valore. oggi chiunque puo' dire tutto e il contrario di tutto, tanto la gente, rintronata da questa continua cascata di parole, dopo 5 minuti ha dimenticato. ecco perche' berlusconi (ma non solo) dichiara e smentisce e rismentisce nel giro di una settimana, e gli italiani li' che abboccano e dimenticano. quindi la causa di tutto cio' sei TU. ciao.

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  12. C'era il Gabibbo nella foto?

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  13. faina ti auguro il cancro

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  14. C'era anche il Gabibbo nella foto?

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  15. Ok, ma le tette della Moreira non sono perfette, mi pare che comincino a cadere troppo. Non so, devo rifletterci, ti dirò.

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  16. io non li chiamo "mongoloidi" per lo stesso motivo per cui la tua mamma non ti chiama "perdente di un ciccione merdoso"
    empatia? riguardo?

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  17. A dire il vero a me pare politically correct chiamarli deficenti, ritardati, rincoglioniti mantre chiamarli mentalmente disabili mi fa sentire sporco e lo trovo offensivo verso la mia dignita e la loro. Non sono affatto d'accordo con te, le parole sono fondamentali. La merda la devi chiamare merda, non roba marrone molliccia che emana un cattivo odore. Le cose stanno in un modo e l'uomo ha bisogno di identificarle nel modo più corretto possibile.
    Ancora non ho capito se siamo in accordo o in disaccordo ma propenderei più per la prima.

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