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08 luglio, 2011

Vita. Di nuovo.


Una volta ridevo di gusto –una volta lo sapevo fare-, poi sono cresciuto e ho smesso. Non ricordo di preciso quand’è successo.

Ma a voi che cazzo ve ne frega, d'altronde. E chi cazzo sa poi perchè mi prendo la briga di perdere tempo battendo su questa tastiera certe cose, che tanto tra un'ora mi dimentico persino quello che ho scritto.

Non ricordo nemmeno l’ultima risata spensierata che mi sono fatto. E’ un po’ come quando ti metti con una ragazza e ci stai bene insieme e un giorno ti svegli e ti rendi conto che non è più come all’inizio. Sensazione familiare.

Ah, le belle risate che mi facevo una volta. Sono quasi commosso. Quando sei piccolo è facile ridere. Quando sei giovane lo è un po’ meno.

Poi, basta. Ogni tanto te la ridi per qualcosa, ma non è più lo stesso. Trovo che questa cosa sia molto triste. Penso che considerando la vita nella sua interezza, e soppesandone gli aspetti positivi e negativi, siano sempre questi ultimi a prevalere.
Per un giorno in cui stai bene ce ne sono altri due di merda. Credo che sia una formula scientifica.

Molta gente ridicolizza una visione negativa della vita.
E’ gente che ha una paura fottuta di ammettere che la propria esistenza non sia così speciale come sembra. Ma è comprensibile. Non è facile dire “ok, sono un essere razionale e mi rendo conto che, tirando le somme, la vita non sia esattamente un parco giochi luminoso dove i desideri si avverano”.
La maggior parte delle persone comunque preferisce tirare avanti e sopportare.

Ti hanno dato la multa perché andavi a sessanta in un tratto da cinquanta. Sopporta.
Il compito di matematica non è andato bene. Sopporta.
Il tuo collega di lavoro puzza, non fa un cazzo e ti mette in imbarazzo. Sopporta.
A tuo padre hanno diagnosticato un cancro. Sopporta.
La tua ragazza rompe i coglioni. Sopporta.
Tua moglie rompe i coglioni. Sopporta.
La bolletta del gas è altissima questa volta. Sopporta.
La macchina è in riserva, devi fare di nuovo benzina. Sopporta.
Il cellulare ha la batteria scarica. Sopporta.
Tua nonna è morta proprio durante il week end. Sopporta.
Piove, non hai l’ombrello. Sopporta.
Toh, una dolorosissima infezione alla gengiva! Sopporta.

Probabilmente l’unica cosa bella che rimane nella vita quando smetti di essere un ragazzo sono le seghe, le scopate, l’alcool e le droghe in generale. E a quelli che faranno la faccia schifata e diranno “che squallido” risponderò che dovrebbero smetterla con le prime e iniziare con le altre.
Le cose belle della vita: sesso e droga. La prima è sempre troppo poca e non basta mai, la seconda costa troppo e ti fa pisciare sangue.

Ma in un modo o nell’altro devi tirare avanti. Devi sopportare. Tutto il gran casino, tutta la rottura di palle, tutto lo schifo.

Se sei bravo riesci a resistere e condurrai una vita perfettamente normale e perfettamente noiosa fino al momento in cui il dottore dirà “oh oh, e questo cos’è?” scrutando le radiografie dei tuoi polmoni.

Se invece non riesci a resistere un giorno ti ritrovi a chiudere gli occhi mentre stai guidando in autostrada e a contare mentalmente fino a tre prima di sterzare a sinistra.
Che poi, se vai a guardare, i suicidi non sono poi così tanti come si potrebbe pensare.
Si vede che la gente trova sempre altri modi di sfogare la frustrazione esistenziale. Siamo così bravi a sopportare, tutti quanti.

O la va o la spacca. Il mondo girerà lo stesso. Siamo tanti, siamo insignificanti, viviamo vite lunghe e grigie.
Non sappiamo perché lo facciamo, ma continuiamo a farlo. Ci viene naturale. Come respirare. Porti pazienza e vai avanti. Fai buon viso a cattivo gioco. Così, senza pensarci. Vai avanti. Un passo dopo l’altro. Fai questo, fai quest’altro, fai quest’altro ancora, non ci pensi, non ti fermi mai, non provi gioia, non vivi, esisti e basta, ma è normale, non c’è tempo da perdere, se resti in movimento è più difficile accorgersi della tristezza che ti circonda. Sempre sempre sempre impegnati, tutti quanti, dovunque.

Da piccolo ti prendevi il tuo tempo, facevi le tue cose, e ogni cosa che facevi impegnava il tuo fisico e il tuo spirito e ogni tua singola energia e provavi piacere e stupore ed emozioni nel farla. Ora fai miliardi di cose ma nessuna ti trasmette nulla e tu continui a farle come un dannato automa.
Una volta un poeta ha scritto “Ogni cosa che faccio, la faccio a precipizio per poter fare qualcos’altro”.

Sopportare, sopportare, sopportare, dio che schifo, stasera ho una cena a casa dei genitori della mia ragazza, quanto sono idioti, poi uscirò con lei, non me la darà, magari litigheremo per qualche stupido insignificante motivo, poi tornerò a casa, guarderò l’ora, calcolerò il tempo che mi rimane da dormire prima di alzarmi domani alle sette per andare a lavoro, quel lavoro che odio, e chiuderò gli occhi, e sarà difficile addormentarmi, e magari dormirò male, e domani sarò uno straccio, e sopporterò tutto quanto, tutta questa enorme squassante inarrestabile pesantezza che la vita mi scarica sulle spalle ora dopo ora, giorno dopo giorno, senza rendermene conto, sbuffando, bestemmiando, sopporto, e guardo l’ora e il tempo passa, e mi accendo una sigaretta mentre sento lo scorrere inesorabile dei secondi.

Uno.
Due.
Tre.
Quattro.
Cinque.
Sei.
Sette.


38 commenti:

  1. da applausi.

    soprattutto oggi.

    orfeo

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  2. Molto bello. Sempre detto che Faina quando vuole sa scrivere molto bene.

    noncelafopiu

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  3. Che dire?
    La vita che conta è quella che va dai quindici ai trent'anni. Prima hai da imparare, dopo da invecchiare. Se in questo lasso di tempo non fai qualcosa, non ti realizzi, diciamo così - e per realizzarsi intendo non di certo farsi una posizione sociale, ma cercare con ogni mezzo e maniera di far avverare un tuo sogno - allora diventa davvero pesante "sopportare". Ci puoi provare più tardi, certo, ma l'energia non è la stessa. E' pieno di gente che ha mollato il colpo, e pieno di gente che sopravvive e basta. Bel post, davvero.

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  4. Il male delle droghe e dell'alcool è che a volte c'è la balla triste e il down. finchè vivi di merda e hai qualcuno a cui dare la colpa allora ok, ma quando incolpi una forza soprannaturale che può essere Dio, il destino, la sfiga ecc. allora sei fottuto, la cosa diventa più psicologica che altro, un effetto autosuggestivo, placebo, ti distrugge. Alla fine diventi triste perché tu VUOI essere triste, altrimenti entrerebbe in contraddizione con quello che hai pensato.

    Se non ti piace la tua vita sforzati di cambiarla in un qualche modo. se non ci provi sono solo seghe mentali e basta.

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  5. A lungo andare ti viene a noia comunque... però dietro l'angolo c'è sempre qualcosa che non t'aspetti. Magari qualcosa di piccolo o di quanto più grande ci sia. L'importanza è soggettiva e varia col tempo. Sennò puoi sempre chiudere gli occhi, contare fino a tre...

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  6. c'è anche un'altra cosa bella nella vita, migliore del sesso e delle droghe, ed è riuscire in qualcosa. solo quando poni una sfida a te stesso e la vinci, ti senti vivo.
    da piccoli qualsiasi cosa è una sfida: arrivare al paese vicino in bicicletta, chiudere un videogioco, fare gol, finire la scuola... crescendo non ti restano molti limiti da superare, e quelli che ti rimangono li superi per dovere, non per soddisfazione personale. la gente carica di epicità le conquiste normali: laurearsi, trovare un lavoro, sposarsi, fare figli. lo fa per illudersi che queste cose banalissime siano traguardi unici, così da sentirsi speciali e cercare di provare di nuovo quella sensazione di appagamento che aveva sempre da bambino. però siamo consapevoli di non aver fatto niente di speciale, per questo nel profondo restiamo sempre avviliti...
    per questo cerchiamo ancora soddisfazioni realizzando cose che esulino il più possibile dalla routine. tu lo sai bene: non perderesti tempo a tenere un blog se il fatto di riuscire a scrivere qualcosa che piace a te e ad altri non ti appagasse, almeno un po'.

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  7. Se questo è tutto ciò che ti resta della vita e non riesci a vedere oltre, forse il suicidio non è la peggiore idea da prendere in considerazione....

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  8. Articolo interessante, anche se con inevitabili derive nelle secche dell'ovvio, visto il tema. ti riporto una frase estratta da un romanzo che, se non hai letto, ti consiglio, per la profondità e originalità dei temi trattati.

    - Quante volte ho sentito ripetere la stessa frase che simboleggia tutta l'assurdità, tutto il nulla, tutta l'ignoranza parlata delle loro vite.(...)(ciò che conta, ndrK.)"è ciò che uno si porta via da questa vita..." Porta dove? Porta in che modo? Porta perché? (...) In che luogo porterà le bistecche di maiale e il vino rosso e la ragazza occasionale? In quale cielo in cui non crede? In quale terra nella quale non porta altro che il marcio latente che è stata tutta la sua vita? Non conosco altra frase più tragica e più pienamente rivelatrice dell'umanità umana. - [Fernando Pessoa]
    (da "Il libro dell'Inquietudine")

    concludo complimentandomi perché provare malessere, porsi delle domande, è segno che si è ancora vivi, a differenza di chi non ha nemmeno consapevolezza delle proprie voci interiori (altro romanzo valido "Quel fantastico giovedì" - John Steinbeck), gongolandosi beato in un'esistenza idiota, fatta solo di punti esclamativi... ma ora mi fermo che tanto vale ne faccia pure io un articolo. ;)
    Alla prossima.
    K.

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  9. Allora sono contento di scopare e di drogarmi casualmente e di bere pedissequamente. Certo è che è un post pessimista della peggior specie, e fattela una risata cazzo.

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  10. La soluzione alla fine era sempre la stessa: seghe.
    Aiutano a dormire e purificano i polmoni

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  11. Molla la tua ragazza se non te la da neanche dopo una cena con i suoi genitori.
    Cambia lavoro se non ti gratifica.
    La vita è una merda ma su alcune cose abbiamo ancora un minimo di potere decisionale.

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  12. Dai, magari te la dà.

    Comunque, oh, la vita è fondamentalmente noia e insensatezza, che noi cerchiamo di riempire con le nostre attività.

    Tu dici che esse sono solo sesso e droga, bon, seono due ottime attività, io magari penso che ve ne siano anche delle altre (PES, Call Of Duty).

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  13. Manca solo la sterzata a sinistra.

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  14. tu hai bisogno di nuove emozioni ragazzo. prova a farti mettere un dito nel culo dalla tua tipa.

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  15. Faina è dannatamente bravo. Ha solo un problema. Pensa che scrivere di cose deprimenti in stile cinico sia bella scrittura. Certo vende, ma non ti fa crescere. E chi mi muoverà l'obiezione che Bukowski scriveva così non ha capito un cazzo di Bukowski. Le luci della centrale elettrica, scrive cosi, con qualche migliaio di marche e prodotti suburbani in più distribuiti a caso qua e là. Faina è bravo. Potrebbe essere straordinario se cercasse una strada invece che indulgere in questi sfoghi autoreferenziali da vecchio bacucco stanco del mondo. Secondo me post come "al mondo c'è chi ama gli sfinteri piccoli" e altri erano geniali, cattivi, difficili da capire, ma dicevano qualcosa. Questa non è una critica ma un'osservazione da chi stima chi perde tempo a battere su quei tasti. E non vuole che finisca come Chinaski77, la brutta copia di se stesso. Forse dovrebbe battere su quei tasti un po meno a caso. Saluti e in bocca al lupo

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  16. Ormai non scrivi più bene, Faina.
    Chiudi questo blog del cazzo, smettila di dire troiate e vai a lavorare, che nove volte su dieci è per colpa di gente come te che il mondo va a puttane. Stronzo.

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  17. Ah, dimenticavo, Friedrich alla fine non c'entra un cazzo.

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  18. Anonimo del 12 Luglio:

    invece a me Faina piace quando scrive di queste cose. Perchè parla di cose vere. Perchè lo fa in maniera naturale. Senza quel sarcasmo inutile del cazzo alla Bukowski. Ho letto tutto di Bukowski. Dopo un pò rompe i coglioni. E' noioso da morire.

    Quindi porcodio.

    Faina non dare retta agli anonimi. Dai retta al porcodio, lui non sbaglia mai.

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  19. @Anonimo:

    grazie per la critica. forse hai anche ragione. ma sinceramente io mi trovo bene a scrivere di argomenti simili.

    ah, giusto per la cronaca: il cambio di blog e la fine dei "bei post di una volta" sono in gran parte dovuti proprio al vecchio post che hai citato, "al mondo c'è chi ama gli sfinteri piccoli", che a suo tempo mi ha fatto finire in uno spiacevole casino con la polizia postale.

    non è stata un'esperienza piacevole dover spiegare a tre sconosciuti incazzati col distintivo che non sono un fottuto pedofilo. per fortuna erano persone intelligenti e competenti e mi hanno aiutato a sistemare la situazione.

    giusto per rendere l'idea di quanta gente senza cervello avesse letto quel cazzo di post e, ovviamente, non avesse capito il messaggio di fondo.

    fantastico, no?
    scrivo uno dei post più interessanti e incisivi della mia vita, un post che fa riflettere per davvero le persone, e come ringraziamento ecco che qualche stupido coglione (probabilmente più di uno, non lo so, secondo la giustizia italiana non è un mio diritto saperlo a quanto pare) si mette in testa che quella fosse veramente una lettera aperta in cui ammettevo di essere un pedofilo e corre a denunciarmi.

    un QI di 160, non c'è dubbio.

    ma la parte più bella è stata dover spiegare ai miei genitori (che non sapevano neanche che cazzo fosse un blog) in che cazzo di casino ero finito.

    un'esperienza toccante vederli quasi morire d'infarto, davvero.

    ah, le gioie di essere un artista e di venire apprezzato e compreso da gente colta e dalla mente aperta!!

    grazie per avermi denunciato, stronzi ignoranti. spero che vi venga un embolo.

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  20. Ma dai, questa te la sei inventata (i tuoi che ci restano male, dico).

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  21. Quindi è per questo che hai rimosso i tuoi post migliori dal tuo vecchio blog? Porca troia, lettura e comprensione di un testo si imparano alle elementari. Questa è la stessa feccia che fa censurare qualunque cosa senza nemmeno guardarla(anime, telefilm, film) in tv e poi si attacca morbosamente anche al dettaglio più raccapricciante dell'ennesima tredicenne stuprata, smembrata, lanciata in un pozzo, cucinata e servita a tavola con una spruzzata di piscio da parte dell'ennesima setta satanica di Paeseinculatochissàdove...

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  22. Eh, è che tu mi piaci quando sei così.
    Sopporta.

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  23. Che cosa triste e orrenda, ti sono vicino. La gente stupida ritorna a stupire.

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  24. Quindi non è vero che sei un pedofilo?

    Di cosa ti lamenti poi? Non essere capiti ed essere addirittura denunciati equivale ad una consacrazione per un vero artista.
    Ora non ti resta altro da fare che morire per acquistare tutto il successo che meriti.

    Non ho letto "al mondo c'è chi ama gli sfinteri piccoli". Posso rimediare in qualche modo o rimarrà un piccolo vuoto in me per sempre?

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  25. Uhm, una volta avevo ritrovato quel pezzo postato su di un forum, ma sicuramente lo avranno rimosso.

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  26. In realtà c'è ancora:
    http://forum.giovani.it/sex/130574-sono-pedofilo.html?fd=1

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  27. Ecco, grazie all'Anonimo qui sopra potete rileggervi il post in questione ripubblicato su di un forum.
    Vorrei far notare il primo commento che dice così:

    "Spero solo che la polizia postale riesca a risalire a questo immondo figlio di puttana, andare a casa sua, e portarlo in prigione trascinandolo con una corda attaccata ai coglioni.
    Non merita di vivere e tantomeno di essere "curato".
    La natura non è perfetta e certi esseri umani nascono difettosi; non mi riferisco di certo agli handicappati ma ai luridi cani malati come questo, e DEVONO essere ESTIRPATI dalla faccia della galassia prima che facciano danni."

    Ehi amico, tranquillo, si chiama "finzione letteraria".

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  28. Accidenti quel post era tremendamente bello, è incredibile che ti abbia causato problemi con la legge!
    Hai mai pensato di denunciare per calunnia gli ignoti che hanno denunciato te? In questo modo,se il pm ne avesse voglia, potresti anche sapere chi ha denunciato te!

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  29. Ciao Faina, ho letto il tuo racconto pedofileggiante grazie al link riportato in un commento sopra.

    Primo: se l'abilità letteraria di rendere verosimile una situazione fosse una colpa, Agatha Christie, Shakespeare, Dante e Omero sarebbero ancora vivi, poiché prima di morire devono scontare almeno 200 ergastoli per istigazione all'omicidio e all'olocausto.

    Secondo: chi sbraita in maniera così da Inquisizione da fanatici contro la pedofilia, non a caso poi scopre che i preti sono tra i primi prestatori d'opera

    Terzo: sarebbe sempre meglio non chiudersi nella propria visione limitata dell'esistenza umana. Farebbe bene a certi individui andare a leggersi ad esempio qualche biografia del passato. Scoprirebbero che le tante principessine e reginette che andavano in sposa a Carlo Magno e nobiltà varia erano spesso undicenni o dodicenni. Se studiassero un po' finirebbero col dare del pederasta anche a San Giuseppe nei confronti della piccina e verginella Maria.

    Quarto: non serve nemmeno precisare che la pedofilia, per ciò che è, costituisce un'espressione aberrante della psiche umana, e che i bambini vanno protetti e tutelati in ogni maniera possibile. Ma se a ogni cervello spettasse uno sfintere commisurato al proprio calibro, beh, quelli che ti mandano la polizia postale in casa sono il vero pericolo pubblico. Ma se ci va bene, si inculano Brunetta.

    Quinto: magari a questi moralisti non fa tristezza vedere femmine di 30-40 anni leggere i copioni al TG1 e al TG4, ma io provo molta tristezza per certi stupri cerebrali su menti minorate, private anche dell'alibi della minore età.

    Sesto: mi va di lusso che a me piacciono mature, esperte, e senza troppe paranoie per concederti il culo

    Hasta la figa siempre!

    K.

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  30. Il post era bello, molto simile a IL DEMONIO di Bukowski. Questo di oggi trita la uallera come poche cose al mondo. Leggo qualcuno qui sopra che trova Bukowski noioso (ahahah) e pregno di Inutile Sarcasmo. Inutile sarcasmo: bell'ossimoro. Sicuramente è meglio leggere una lunga lagna da finto - uomo vissuto, che non fa ridere né piangere. Faina, hai doti. Torna a essere ironico, quando parli di queste cose. Pare che questo genere di post piaccia a gente che ritiene Bukowski noioso (ahahah), te lo risottolineo. Perché lo vedo un ottimo marker. L'ironia, cazzo, Faina. L'ironia. Non serve sborrarla per smerdare aborti cinematografici. Serve in questi momenti. Non lo cito più, ma a Bukowski in molti scrivevano "LA TUA ROBA MI AIUTA A TIRARE AVANTI": ecco, secondo me è la cosa più bella che uno scrittore possa sperare di sentire da un suo lettore. Questa roba se va bene ti fa cadere le palle, a meno che non la elevi con uno stile alla Camus. Che è un finto, ma ha stile. Tu non sei finto, hai stile e sai far ridere. Non fare il finto. E soprattutto non fare il cinquantenne barbone picchiato dal padre e funestato da acni devastanti. Con stima.

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  31. E' troppo facile merdoso figlio di puttana a scrivere "CANCRO, MELANOMA, CARCINOMA, CHEMIOTERAPIA, CANCRO, MORTE, CANCRO" sui post ogni 2 righe per dargli risalto o una parvenza di innegabilità.

    Ti auguro un cancro alla prostata ed un altro ai polmoni dopo scrivimi sto cazzo sui blog di merda ma sarai in un letto senza forze pronto alla merda di morte che ti aspetta.

    Ciao figlio di una troia che puzza di sperma in bocca e in fica ogni giorno della sua merdosa vita (è morta di cancro EHEH).

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  32. Sì sì, tu mi piaci! Vieni a casa che ti faccio scopare mia sorella!

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  33. ahahah la gente che si incazza perchè usi parole "taboo" è un motivo in più per continuare a scrivere

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  34. Per quanto riguarda la storia del vecchio post, è come se dessero del nazista a Vonnegut perché ha scritto "Madre notte".
    Comunque sia, guardando alcuni commenti, è bello vedere che la madre degli idioti continua ad essere sempre incinta...

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  35. Sono di nuovo l'anonimo del 12 luglio. Ringrazio Faina per la cortese risposta. Devo dire che avevo intuito che potesse essere successa una cosa del genere. Come ho detto era un post difficile da capire e il livello medio dei lettori non è certo da Dostoevskji. Piuttosto semmai da Cioè. Tra i blog bazzica tanta gente in cerca di belle frasi smielate da spacciare per proprie nei links facebook, tanti idioti in cerca di risate politically correct e a buon mercato da mandare ai colleghi. Forse sarebbe stato prudente inserire in testa al racconto una scritta a caratteri cubitali tipo QUESTA è FINZIONE LETTERARIA o roba del genere, anche se mi rendo conto che è umiliante.
    Il mio comunque non voleva essere un invito ai "bei vecchi post di una volta" non tout court almeno. Non sono uno di quei tipi che "eh ma le cose di una volta", "sei diventato commerciale" "rivoglio il vecchio faina" etc etc. Non penso che la gente debba fotocopiarsi per tutta la vita. Anzi proprio per questo ti ho scritto quel commento, perchè ho notato un calo di originalità, non tanto negli argomenti scelti (che ti sono congeniali, a quanto dici) ma nel modo di trattare. Non c'era quella ricerca, quella voglia di dire cose, di comunicare che c'era in altri post, che ho citato. Vita di nuovo, il post che ho commentato, pareva come altri un argomento preso e descritto secondo un consolidato "codice faina". Prendi qualcosa, descrivila con perifrasi, condisci con abbondante cinismo, volgarità quanto basta per rendere piccante e maledetto il tutto, un pizzico di sadismo che non guasta mai et voilà! Ecco sfornato l'ultimo post di Faina. Intendo solo dire che Vita non dice nulla di nuovo, nè sotto il profilo della scrittura nè dei contenuti. Non emergono punti di vista nuovi e tuoi, non c'è nulla in grado di far crescere te o arricchire il lettore. Solo un simpatico sbrodolarsi addosso da cattivo umore. Secondo me sei davvero bravo, ti ho seguito in entrambi i blog, e hai notevoli potenzialità. Mi dispiace vederti adagiato nella solida immagine del faina burbero e scorbutico, che spala merda sulla vita con il codazzo di gente che gli scrive:" si dai faina porcodio mi hai fatto godere da pazzi"
    Penso che tu voglia dire qualcosa, non masturbare dei depressi. Il discorso vale sia che tu scriva per vocazione o per divertimento. Anzi direi che le due cose coincidono.
    Queste sono le mie opinioni, naturalmente. Poi, come ogni buon artista che si rispetti, fai come cazzo ti pare. Nessuno pretende che ti faccia sbattere dentro per oltraggio. Basta che non ti butti via. Saluti e ancora in bocca al lupo

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  36. Mi annoia scrivere un commento lunghissimo cui a nessuno fregherà un cazzo.
    Dico solo che, chissà come, mi hai fatto venire in mente Momo. Conosci?

    In ogni caso, cosa sono queste parentesi di lucidità? Torna a fare qualcosa, altrimenti ti rendi conto che la vita è un fallimento.

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