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10 luglio, 2007

Troppo tempo per pensare




Mi chiedo cosa pensino gli anziani.
Voglio dire, loro sanno di essere arrivati alla fine del cammino. Non hanno il beneficio del dubbio, non possono sperare in un bonus di tempo extra. Non hanno più la possibilità di cambiare un cazzo della propria vita.
Hanno passato certi limiti, e l’unica cosa che possono fare è sperare di aver fatto più cose possibili nel modo giusto.

Cioè, un ragazzo, per fare un esempio, ha una vita davanti.
Ha una vita per farsi degli amici, per provare cose nuove, per scopare e innamorarsi, per spingere il proprio corpo al massimo, per fumare e bere e tentare di rovinarsi in una sola serata e svegliarsi il mattino dopo fresco come una rosa, per correre in auto a 200 all’ora e uscirne vivo con un sorriso estasiato in faccia e il cuore che batte a mille, per ridere di tutte le stronzate che vede, per uscire col suo migliore amico e andare al cinema a guardare un film del cazzo, per tentare di crearsi una carriera e di conquistarsi un posto nel mondo facendo qualcosa di appagante che non sia installare impianti elettrici o agganciare pezzi di metallo ad una catena meccanica nella smalteria vicino casa, per incontrare una donna che non sia una delusione continua e crescere dei figli che non si droghino e non bestemmino troppo e guardare la propria famiglia tirare avanti e farsi strada nel mondo.
Un ragazzo ha una vita per fare tutto ciò che vuole.

Ma gli anni passano e un brutto giorno ti ritrovi sveglio alle sei e mezza di mattina, fuori sul terrazzo del tuo appartamento, ad innaffiare la piantina di merda da cinque euro che tuo figlio ti ha regalato per Natale e a guardare pensieroso i pochi camion che passano per la statale diretti in Austria, e con sgomento ti rendi conto che hai settant’anni e che la tua vita è sempre così ogni cazzo di giorno da non sai nemmeno quanto tempo e che così rimarrà per i prossimi dieci anni o più a meno che l’Alzheimer o un po’ di quella simpatica trombosi coronarica che si è portata via tua moglie non arrivino a spezzare la monotonia delle tue giornate, diciamo insieme hallelujah e rendiamo grazie al signore? Oh sì.

Quando sei vecchio, suppongo, pensi sempre e solo al passato.

Credo che funzioni così, non lo so. Magari gli anziani sono gli esseri più felici del mondo e nessuno di loro ha un solo maledetto rimpianto, ma scommetterei sul fatto che non è esattamente così. Voglio dire, più l’età avanza e più le persone tendono a diventare nostalgiche e a rimpiangere il tempo trascorso.

E’ una sorta di peso invisibile che ti grava sulle spalle e che quando meno te lo aspetti ti salta addosso da dietro e ti mette un’ansia del cazzo e inizi a vedere tutto grigio e a fare lunghi sospiri e allora metti su le canzoni tristi che tieni in una cartella del computer e te ne vai in giro sorridendo più del solito perché in verità stai pensando ad altro e quando sei in macchina e guidi non ti accorgi mai di un cazzo e passi col rosso e tutto questo perché stai contemplando il cielo grigio oltre il parabrezza che ti fa pensare a quanto ingiusto sia il fatto che il tempo passa inesorabile e che certi momenti non ritornano e cazzo, quanto avresti voluto esserci quella volta!

ma non c’eri, ti sei lasciato sfuggire l’attimo, non era una di quelle occasioni in cui puoi dire “amen, sarà per la prossima volta”, no, era una gran bella cosa di quelle rare che capitano una volta nella vita e che ti fanno sentire veramente bene con te stesso e tu, guarda un po’, te la sei lasciata scappare, ciao ciao, teniamoci in contatto, ci si vede.

E quando sei vecchio quel peso di merda si fa sentire ad ogni istante. Credo. Perché quando sei vecchio non c’è neanche la minima speranza di tornare indietro, quando diventi troppo vecchio per una cosa è come se fossi immobilizzato, incapace di uscire dal pantano in cui sei intrappolato, il tuo posto è segnato e non c’è nulla che possa tirartene fuori, e puoi solo rimuginare ore e ore sperando di aver fatto tutto nel modo migliore possibile.

E allora io a questo punto dovrei dire che il messaggio di queste stronzate che ho scritto è che i vecchi sono dei lamentosi rompiballe, o che bisogna scoparsi tua cugina finché sei in tempo perché certe occasioni poi non capitano più, o che la vita è una lunga corsa fatta di scelte, oppure potrei tirare fuori il gran vecchio classico del “CARPE DIEM” che tutti vogliamo sentire, e allora dai, vivi sempre al massimo sfruttando ogni occasione e provando sempre di tutto senza paura di sbagliare perché solo così potrai essere sicuro di non ritrovarti pieno di rimorsi a settant’anni ad innaffiare la pianta sul terrazzo e via dicendo!

Dovrei dire che questo è il messaggio, ma

Non si scappa mai ai rimorsi, non si scappa mai ai rimpianti, non c’è una scelta giusta o una sbagliata.

Quando saremo anziani ci lamenteremo comunque, non importa che tipo di vita avremmo vissuto, ci sveglieremo alle sei e mezza di mattina per innaffiare la pianta sul terrazzo guardando i camion che passano per la statale e penseremo a come se la cava il nostro figlio più piccolo che non vediamo da due anni e se le cose sarebbero potute andare diversamente se solo quella volta al suo matrimonio gli avessimo chiesto scusa di cuore senza alzare la voce e senza metterci dentro quella nota sarcastica che ha rovinato tutto,

oppure penseremo a quella bella ragazza con gli occhi azzurri che ci guardava sempre con l’espressione implorante durante la ricreazione quando eravamo al liceo e a cosa avremmo potuto provare nel baciarle il collo e lasciarle i segni per una settimana e affondare le dita nei suoi lunghi capelli, nascosti nel bagno delle donne e appoggiati ai lavandini mentre la bidella girava insospettita per il corridoio,

oppure penseremo a


Stiamo tutti invecchiando. Diciamo insieme hallelujah e rendiamo grazie al signore? Oh sì.


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