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10 luglio, 2007

Non aprite quel film dell'orrore


I film dell’orrore appartengono ad un genere che mi è sempre piaciuto: un maniaco che perseguita e terrorizza a morte delle ragazze urlanti? Fantastico, sembra la descrizione della mia vita sociale.

Ho sempre gustato i film tipo Scream, Non aprite quella porta, quelli di Freddy Kruger e di Jason: adoro vedere ragazzi e ragazze che sanno di rischiare la pelle e nonostante questo non accennano a fare qualcosa di intelligente, tipo scappare col primo volo per l’Argentina o scoparsi la figa di turno poco prima di venire squartati.

No, loro se ne stanno sempre rinchiusi in qualche stanza isolata a lamentarsi del fatto che qualcuno vuole ucciderli.

***

“Ma perché quel sociopatico del cazzo se la deve prendere con noi?” esclama Judy, la secchiona del gruppo, con espressione disperata.

“Sono stufo di questa situazione del cazzo!” annuncia Nick, il giocatore di football e belloccio di turno.

Si alza in piedi con aria decisa.

“Non permetterò a quel maniaco del cazzo di giocare con le nostre vite!” esclama rabbioso, mentre gli altri lo guardano ammirati, pronti a ricevere istruzioni per salvarsi.

Dopodiché Nick torna a sedersi, scuotendo la testa.

“Ma non so proprio come fare per salvare la pelle” mormora scoraggiato, mentre dalla finestra si vede passare per strada l’esercito militare degli Stati Uniti che cerca qualcuno a cui offrire soccorso.

“Siamo fottuti, nessuno può aiutarci questa volta” conclude Jack, l’esperto di computer del gruppo, e va a chiudere le tende della finestra, mentre davanti alla casa sta passando un gruppo di agenti dell’FBI e qualcuno della CIA.

“Sono troppo bella per morire!” esclama Megan, la figa del gruppo, “E pensare che dovrò morire vergine! Oh, quanto avrei voluto fare sesso almeno una volta prima di morire!” continua lei, abbracciando Nick e premendogli le tette sulla faccia.

“Hai ragione, Megan”, risponde Nick, “E’ un peccato che tu muoia vergine, ma non ci possiamo fare niente, nemmeno io, che tanto avrei voluto. Ma ora non possiamo, non capisci? Siamo già spacciati”

“E pensare che mi piaceva così tanto fare pompini a chiunque capitasse!” urla Megan disperata, correndo da Jack e inginocchiandosi in lacrime davanti a lui.

“Megan, cerca di mantenere la calma. Dobbiamo ragionare a sangue freddo se vogliamo avere almeno una speranza di sfuggire al killer misterioso” la conforta Jack, aiutandola a rialzarsi.

***

Il problema di questi film secondo me è il realismo quasi assente, che in un film dell’orrore, può guastare irrimediabilmente l’atmosfera di tensione.

***

“Tesoro, il killer ci squarterà uno dopo l’altro e ci farà a pezzi e userà la nostra pelle per costruirsi un orrenda maschera da indossare!”

“Tranquilla piccola , adesso l’importante è trovare Mark, che è scomparso da cinque ore dentro questa vecchia casa buia e misteriosa, ma che sicuramente starà bene.
Dopodiché dovremmo solo trovare Katy, che aveva detto che sarebbe tornata entro dieci minuti ma che purtroppo non si fa vedere da due giorni.
Una volta recuperati i nostri amici scomparsi basterà semplicemente montare sulla nostra vecchia Ford scassata e quasi senza benzina, tornare alla stazione di polizia che abbiamo visitato questa mattina -te la ricordi, vero? Esatto, quella col poliziotto morto disteso sulla scrivania in un lago di sangue- e finalmente potremmo denunciare alle autorità del fatto che c’è un serial killer che vuole sbudellarci uno per uno.”

“Va bene tesoro, andiamo a cercare Mark. Hai una torcia?”

“Sì, ce l’ho, ma mentre parlavo con te l’ho tenuta accesa e ora si sono scaricate le batterie.”

“Capisco. Hai un accendino o un fiammifero?”

“No, mi spiace.”

“Ma tu fumi!”

“Scusa piccola, proprio ieri ho deciso di smettere.”

“Almeno sei armato?”

“Sì, ho una pistola scarica.”

“A che diavolo ti serve una pistola scarica?”

“Tranquilla piccola, il killer non lo sa che è scarica!”

“Ho sentito, ho sentito… Perché diavolo lo stai urlando?!”

“Ho detto: IL KILLER NON LO SA CHE E' SCARICA!”

“Smettila di urlare e andiamo a cercare Mark.”

“Va bene, piccola. Io direi di seguire questa scia di sangue che c’è sul muro. Sicuramente ci porterà da qualche parte.”

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